FUNSide – Books |Valencia in 3D – i Diari Di Daniele – Day 7

Ciao a tutti.

Siamo agli sgoccioli di questa settimana spagnola ed ecco un’altra puntata dei Diari Di Daniele. Buona lettura.

26 settembre, Valencia
È l’ultima giornata in terra iberica, e il tempo come arrivederci ci lascia una mattinata stupenda, con un cielo senza una nuvola e un sole splendente. La giornata scorre rapidissimamente, fra un centro commerciale e l’altro: dai più costosi, come El Corte Ingles o El Aqua, a quelli più economici, come il Saler, dove compriamo anche tutti i souvenir e le cartoline da portare al parentame e agli amici.
Dopo aver pranzato nell’ennesimo fast food, per cena decidiamo di concederci qualche giro di tapas, i famosi cicchetti spagnoli, che si rivelano molto gustosi e soprattutto sazianti, sgominando i dubbi del pre-cena su “quanto poco riempiano ‘ste robe qui”.
Dopo cena, verso le 22, facciamo una capatina verso una gelateria italiana vicina alla Ciudad de las Artes y de las Ciencias; il gelato è delizioso, ma il desiderio di vedere il complesso “by night” è forte, e non resistiamo. Dopo esserci arrivati, ci dividiamo e ci diamo appuntamento 10 minuti dopo.
Mi distendo sul bordo di una delle grandi piscine e mi guardo intorno: la notte stellata, con la Luna che riflette la luce sulla superficie dell’acqua trasmette una sensazione di pace che mai avevo provato prima. Il lento sciabordio delle piccole onde causate dal venticello che tira vanno a infrangersi contro le pareti bianche, generando un rumore che culla, come una ninna nanna. Essere poi da solo, con tutto il complesso sgombro, mi dà una grandissima, orgasmica sensazione di completezza che mai avevo provato prima. E così, col cuore trionfante di chi ha trovato il nirvana, comincio a pensare alla vita, ai cari che purtroppo non ci sono più, al mio futuro, alle persone che mi aspettano a casa… mi si risvegliano degli ancestrali pensieri, e la cosa è buffa, perché questa sensazione senza tempo la sto descrivendo sullo schermo luminoso di un LG Optimus L5; questo però non toglie nulla al mio personalissimo momento magico.
Passano così 30, 35 e infine 40 minuti, e mi rendo conto di essere in clamoroso ritardo. Dopo essermi scusato milioni di volte col resto del gruppo (alla faccia vostra, voi e il vostro scarso romanticismo), rompo il ghiaccio e descrivo ai miei compagni di viaggio i miei sentimenti. Mi sorprende sapere che anche loro hanno provato le mie stesse sensazioni. Quando, tornando a casa, ci salutiamo sappiamo che di questo viaggio, chi più chi meno, ci porteremo per sempre qualcosa dentro.
Salutata Mercedes, ci dirigiamo verso il letto e ci addormentiamo come bambini dopo due secondi. Chissà, potere della Ciudad… Buonanotte.

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