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È uno sporco lavoro, ma si fa anche questo per la pagnotta

Ciao a tutti.

Archiviare le fotografie prevede un’attenta selezione delle immagini per decidere quelle da conservare e da cancellare; in gergo giornalistico si dice “uccidere i propri figli” e il termine si adatta benissimo anche a me perché ogni volta che devo eliminare uno scatto ho un attimo di esitazione pensando, anche solo per un momento, che ogni foto meriterebbe di essere conservata. In realtà questa attività è molto utile per migliorare la propria visione critica.

È un lavoro sporco, ma qualcuno lo deve pur fare…

A proposito di lavoro sporco… Stavo riordinando le fotografie per “Umani Urbani” e mi è capitata davanti agli occhi questa immagine scattata a New York qualche anno fa. Osservandola ho notato i contrasti emergenti tra i due soggetti rappresentati e che vorrei condividere con voi tenendo conto che proprio i contrasti sono gli aspetti che mi interessano maggiormente quando fotografo.

Uno sporco lavoro…

Provate a osservare con me l’immagine, partendo dalle norme di sicurezza: a sinistra sono rispettate perché il lavoratore usa elmetto e guanti mentre a destra invece si sbraca con una kippah in testa e i guanti sono addirittura appoggiati sul bordo del camion, per tenere in mano con maggiore facilità la sigaretta (accesa, ovviamente).

Passiamo ora allo sguardo: il soggetto di sinistra cammina con la schiena dritta guardando avanti come un automa; quello di destra invece è molto rilassato, sta in piedi appoggiato alla sua pancia e guarda con sufficienza cosa sta succedendo dentro il compattatore.

Il contrasto più marcato che mi ha fatto scattare questa foto e che ha dato il titolo al post è legato alla diversa attenzione dei due individui nei confronti della pulizia, tenendo conto che ho ritratto un frammento della giornata lavorativa di due operatori ecologici: l’individuo a sinistra oltre ai guanti ha le braccia coperte e sotto l’elmetto usa una bandana; quello a destra invece usa una t-shirt a maniche corte e con la mano sinistra tiene un panino (!) perché mangia mentre lavora.

D’altronde è un lavoro sporco, ma qualcosa si deve fare per portare a casa la pagnotta! E se puoi, la pagnotta che ti sei guadagnato te la mangi subito, come in questo caso!

Alla prossima.

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Quando i proverbi si trasformano in profezie… E si avverano pure!

Ciao a tutti.

L’ultimo post del mese di Gennaio riguardava – tanto per cambiare – la mia passione fotografica e vi avevo raccontato che una mia fotografia era stata selezionata per essere esposta in una galleria d’arte in Olanda, per la seconda volta da quando partecipo alle sfide fotografiche su Gurushots.

Il post si concludeva con questa frase:

Io intanto continuo a fotografare e a partecipare a queste sfide online: chissà che non si avveri il proverbio “Non c’è due senza tre”.

Beh, a distanza di oltre un mese posso affermare che a volte i proverbi si trasformano in profezie che si avverano, se pur con qualche brivido.

Adesso vi racconto come.

Il giorno immediatamente successivo alla pubblicazione di quel post ricevetti una comunicazione simile per una competizione alla quale non ricordavo nemmeno di aver partecipato; infatti, qualche giorno dopo, un’altra mail si scusava del disguido e mi comunicava che non ero tra le foto ammesse all’esposizione.

Vabbè, pensai, poco male, sarà per un’altra volta.

Come al solito ho continuato con risultati altalenanti a partecipare ad altre sfide caricando nuove immagini fino a quando, la settimana scorsa, un’altra mail da Gurushots mi comunicava della selezione di un’ennesima foto per un’esposizione a in una galleria d’arte a inizio marzo sul tema “Urban scenery” (scenario urbano).

Memore dell’esperienza precedente ho prima verificato se avevo effettivamente partecipato e se quella era la foto; confortato dai riscontri positivi di entrambe le verifiche avevo scritto al supporto del sito chiedendo se questa volta era “corretta” la selezione. Oggi pomeriggio la risposta: ebbene si, la mia foto è stata prescelta tra i circa 55mila partecipanti per essere esposta alla galleria “Valid World Hall” di Barcellona.

Anche stavolta non potrò presenziare di persona al vernissage, malgrado mia moglie abbia scandagliato senza successo il web alla ricerca delle tariffe aeree più economiche,  Mi rimane però la soddisfazione di un altro riconoscimento alla mia idea di fotografia.

La foto è questa: che ne pensate?

Alla prossima.

Berlino, sulle rive della Sprea
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Come alle giostre: altro giro, altra corsa, altro regalo!

Ciao a tutti.

Vi ricordate quando dai megafoni delle giostre una voce gridava:

Altro giro, altra corsa, altro regalo!

e tutti i bambini si affannavano dai loro genitori a chiedere un altro gettone per salire un’altra volta su una delle attrazioni presenti al Luna Park? Il regalo però, di solito un ulteriore giro gratuito, non capitava a tutti. Ieri mattina invece, dopo diversi giri in giostra, ne ho finalmente ricevuto uno. Ma procediamo con ordine.

Come sapete, da qualche mese sono un concorrente di Gurushots, il più grande gioco fotografico del mondo che si compone di “sfide” dove ogni concorrente può inviare delle foto sulla base di un tema da sviluppare. Ogni tanto queste sfide danno la possibilità di esporre le foto che si posizionano a un certo livello in una galleria in giro per il mondo, con un’esposizione “collettiva”.

Quest’estate una mia fotografia era stata esposta in una galleria a Londra (e a questo link potete leggere il racconto) e l’allegra brigata composta da mia moglie, mio figlio e il sottoscritto aveva fatto una capatina oltre Manica per partecipare all’apertura.

Dopo quell’evento ho continuato a partecipare ad altre sfide fotografiche associate a esposizioni ma purtroppo senza successo, anche perché la concorrenza è veramente spietata perché ci sono fotografi veramente bravi e io pubblico scatti sempre legati al mio stile, la fotografia di strada, a volte un po’ difficile da abbinare ai temi delle sfide.

Quindi altri giri, altre corse ma nessun altro regalo, fino a lunedì.

Come ogni lunedì la settimana inizia con la lettura delle e-mail, dedicando a quest’attività un po’ di tempo perché durante il weekend non apro la posta elettronica e occupo il tempo libero in attività possibilmente analogiche, da solo o con la mia famiglia. Perciò, quando riaccendo il computer mi ritrovo circa un centinaio di messaggi nuovi e quindi leggere la posta è anche un buon motivo per partire piano e abituare i miei (pochi) neuroni a ritornare in assetto lavorativo.

Mentre scorrevo distrattamente le mail, cancellando tutte quelle provenienti dalla community di Gurushots che mi indicavano solo i vari passaggi di stato nelle sfide, una è saltata all’occhio perché aveva l’oggetto diverso dalle altre e che mi pareva di aver già visto una volta in precedenza. Il testo diceva così:

Congratulazioni Luca, la tua foto è stata selezionata per l’esposizione “My Favorite Shots”!

Evvai! sono subito andato a vedere a quale foto faceva riferimento e, fatalità, Londra mi ha portato nuovamente fortuna perché lo scatto è stato fatto proprio lì.

Stanco, triste o entrambe?

La galleria dove saranno esposte le foto si trova a L’Aia, in Olanda (a questo link trovate la pagina Facebook). Questa volta però non potrò partecipare per impegni di lavoro ma la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto è comunque immensa ed è un ulteriore sprone a perseguire i miei progetti legati a questa passione.

Cosa ne pensate della foto selezionata? Mi piacerebbe conoscere i vostri commenti. Io intanto continuo a fotografare e a partecipare a queste sfide online: chissà che non si avveri il proverbio “Non c’è due senza tre”.

Alla prossima.