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Da “Palombella Rossa” al blog passando per Linkedin: le parole sono importanti!

Ciao a tutti.

È stato pubblicato oggi sul blog dello store Teamsystem il mio post dal titolo (con link):

Le parole sono importanti quindi bada a come scrivi (sul web)!

Sicuramente vi verrà in mente la scena del film “Palombella Rossa” di Nanni Moretti e la scena in cui lui schiaffeggia la giornalista che lo sta intervistando proprio perché si ritiene offeso dal linguaggio pieno di modi di dire e luoghi comuni dell’intervistatrice.

In realtà avevo già citato questa film in un lontanissimo post dove riportavo tre categorie di “strafalcioni” verbali:

  • Clichè: storpiature dei modi di dire
  • Neologismi: anglicismi o nuove parole coniate in lingua italiana
  • Ipse Dixit: storpiature dei proverbi

L’anno scorso poi ho avuto la fortuna di partecipare a un corso dal titolo “Le parole sono importanti” sulla scrittura in azienda, organizzato da “La grande differenza”, una società che si occupa di formazione e ha come motto (o claim) “Formarsi per agire”.

Durante la lezione Alessandro Zaltron, il docente e autore del libro che intitola il corso, ha riportato tra gli altri esempi di mala-comunicazione alcuni riconducibili alle mie categorie e mi ha fatto piacere scoprire un difensore della lingua.

Quando ho potuto parlare con lui e gli ho raccontato del mio post abbiamo riso, condividendo l’ilarità che scatenano queste situazioni purtroppo molto frequenti.

Buona lettura e alla prossima.

 

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Una foto non è triste, triste è semmai quello che vedi nella foto

Ciao a tutti.

Stamattina, mentre andavo al lavoro, ho scattato e postato su Instagram la foto che vedete.

Ho ricevuto un commento che mi ha fatto riflettere. Vi riporto quanto mi hanno scritto:

Questa foto è triste. Anche se è un senzatetto merita il rispetto e la privacy di cui godono tutti. Non la trovo umanamente corretta. Vorrei vedere, se trovassi in giro una tua foto in un momento di difficoltà…

Solitamente non ricevo commenti alle foto pubblicate ma questo è stato molto particolare perché inizialmente mi ha turbato.

Poi ho riflettuto su quanto ho letto, sulla foto e ho risposto ringraziando prima di tutto per il commento ed esponendo in seguito le mie ragioni.

Per tutto il giorno però quelle parole mi hanno fatto pensare anche ad altre situazioni in cui mi sono trovato da quando ho in mano un dispositivo per fare fotografie.

Ci ho pensato su così tanto che ho deciso di condividere anche su questo spazio personale le mie impressioni, chiedendo anche il vostro parere.

Secondo me la foto non è triste ma è triste la situazione che documenta. Una persona che vive per strada sicuramente sta affrontando una situazione personale delicata, a meno che non abbia deciso spontaneamente di essere senza fissa dimora.

In ogni caso la privacy del soggetto fotografato è stata rispettata in quanto il suo viso non appare nello scatto che ho pubblicato.

Per mia natura poi, quando mi capita di incrociare lo sguardo del soggetto che desidero fotografare, chiedo sempre se posso farlo proprio perché non vorrei invadere la sua privacy o turbarlo con la mia foto; se ricevo un rifiuto a farsi fotografare lo accetto e proseguo per la mia strada.

Lo scopo della fotografia di strada è anche quello di documentare situazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste, come in questo caso.

La linea di confine che divide la “street photography” con il reportage fotografico è molto sottile; può capitare perciò che in alcuni casi le immagini che vengono proposte siano molto forti dal punto di vista dell’impatto emotivo che provocano per la loro autenticità ma si rendono necessarie per rendere di dominio pubblico quello che accade tutti i giorni nel mondo che ci circonda e che il più delle volte si finge di non vedere, ignorandolo.

Occhio non vede, cuore non duole

Probabilmente vedere un’immagine di vita vera come quella che ho documentato io è sgradevole e turba gli animi di chi è abituato a vedere tante, forse troppe immagini di vita desiderata.

Ma (anche) questa è vita.

E voi cosa ne pensate?

Alla prossima.

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Il mio BS&C

BS&C: iniziamo il 2016 ricordando il 2015.

Ciao a tutti.

il 2016 è appena iniziato e io approfitto dell’Epifania per fare il resoconto del 2015 appena concluso grazie al report annuale gentilmente offerto dai folletti di WordPress.

Alcuni dati:

  • Ci sono state circa 2700 visite, un risultato soddisfacente visto l’esiguo numero di post scritti
  • Il numero più alto di visite è stato il 13 gennaio con 65
  • Ho pubblicato 200 immagini circa, quasi 4 a settimana; direi quindi che qualche foto decente l’ho fatta…

Una curiosità: nella top 5 degli articoli più letti i primi due sono di anni passati… Mi sa che dovrò impegnarmi un po’ di più quando scriverò i prossimi post!

Se volete vedere il report che i folletti di WordPress hanno preparato andate a questo link:

BS&C: il report del 2015

Alla prossima.