FUNSide – Sport: The Venice Marathon adventure

Ciao a tutti.

E venne il giorno in cui i nostri corsari del gruppo “quelli delle 6” si ritrovarono davanti alla casa del coach per l’ultimo atto di questa avventura iniziata circa quattro mesi fa con un caldo equatoriale ma conclusasi con un freddo polare, la 27esima Venice Marathon.

Ma andiamo con ordine.

Il ritrovo è fissato per le 7 dal Coach e ci siamo tutti: FrecciaRosa, Cogo, Caveo, Coach, Lumino (io) e anche Mek che si è offerto di portarci a Stra per partecipare a suo modo alla maratona visti gli impedimenti familiari. Arrivati a Stra la prima tappa è per un caffè e già si percepisce che la giornata non sarà delle più favorevoli dal punto di vista meteorologico in quanto il vento si fa già sentire ma almeno non piove. Il caffè è un po’ lungo in termini di tempo e quindi non c’è tempo per arrivare agli spogliatoi perciò ci si cambia “in strada”; intanto il vento aumenta.
Una volta pronti Mek scatta la foto di rito e sembriamo più una squadra di imbianchini capitanata da un chirurgo (Caveo) che di corridori. Arriviamo alla consegna delle sacche e salutiamo Mek che ci lascia con un po’ di rammarico per non essere della partita.

Con un abile trucco Caveo e FrecciaRosa riescono ad intrufolarsi nella gabbia antecedente la loro e quindi partiamo tutti in compagnia. Perdiamo subito di vista Cogo e FrecciaRosa che vanno per la loro strada (è anche la nostra ma loro sono più veloci…) mentre il Coach è qualche metro avanti rispetto a me e Caveo che ci muoviamo sornioni, pronti a sferrare l’attacco al momento opportuno.

Una prima pioggerellina si palesa intorno a Dolo ma è sopportabile e la corsa procede secondo programma con Caveo che non si toglie il maglioncino di lana usato come protezione dal freddo; in effetti i nove gradi si sentono tutti anche se sono pochi e il vento non demorde.

A Mira incontro per la prima volta la mia tifoseria personale (Sandra e Daniele che non si accorgono subito di me ma poi fanno il solito tifo da stadio).

Arrivati alla zona industriale di Marghera il vento e la pioggia si fanno più insistenti rendendo più difficile la corsa ma i nostri eroi non mollano un punto mantenendo costante la loro andatura.

All’altezza di Marghera mi stacco progressivamente da Caveo e cerco piano piano di raggiungere il Coach; nel frattempo ritrovo nuovamente la mia “torcida” ora però rinforzata dalla sorella di Sandra, Chiara e tutta la sua famiglia al completo. Dopo aver dato un sonoro cinque a tutti saltando dalla gioia per averli rivisti raggiungo il Coach al parco di San Giuliano dopo aver però prima incontrato un altro illustre tifoso, il Secco che non ha voluto partecipare alla Venice ma si è presentato come promesso a San Giuliano insieme e Riccardo per fare il tifo per noi.
Da lì proseguiamo insieme fino a quando il Coach è costretto ad un “piss stop” ed io proseguo da solo.

Se a San Giuliano avevamo avuto le prime avvisaglie che l’ultima parte sarebbe stata la più difficile anche dal punto di vista meteorologico sul ponte della Libertà la natura si scatena perché il vento da est è così forte da farci correre quasi storti per contrastarlo e la pioggia e così forte che punge la faccia come aghi.

Non è però il momento di fermarsi perché sarebbe pericoloso anche per la salute in quanto non ci sono punti di soccorso se non alla fine del ponte ed infatti un paio di ambulanze passano a sirene spiegate con all’interno concorrenti in preda a ipotermia.
Manca poco all’arrivo e sono finalmente alla fine del ponte, infreddolito e stanco ma convinto a non fermarmi, pronto a girare a destra per entrare in marittima quando rivedo ancora Sandra e Daniele che mi incitano ancora sotto la pioggia battente e il vento sferzante: che bello! Li saluto mandando loro un bacio, scendo verso San Basilio e piango come un bambino perché sono commosso per averli visti ancora.

A questo punto non importa più che i palloncini delle 3h40 mi abbiano superato, non importa se non passiamo per Piazza San Marco perché l’acqua alta è troppo alta; importa solo non mollare e arrivare al traguardo per ringraziarli dell’affetto che mi hanno ancora una volta dimostrato.

Finalmente il traguardo: 3h41m49s ma non importa, sono felicissimo e taglio il traguardo gridando, con le braccia alzate e i pugni chiusi (non so come verrà la foto ma chissenefrega). Mi faccio consegnare la medaglia e aspetto Coach e Caveo (rispettivamente 3h45m01s e 3h47m45s) che arrivano poco dopo e facciamo la foto dei “finisher”.

Con qualche difficoltà ci cambiamo, prendiamo qualcosa di caldo e incrociamo FrecciaRosa (con marito e amica al seguito) che ci ha stupito ancora una volta fermando il cronometro in 3h29m15 mentre il Cogo ha un po’ rallentato chiudendo però con un onorevolissimo 3h31m44s ma credo sia già a casa.
Arriviamo in stazione a Mestre e li ci aspetta ancora una volta Sandra che riporta tutti alla base.

E’ finita; è stata dura ma è finita. Grazie a tutti per il supporto morale e logistico di Mek e dei nostri amici/familiari ma anche grazie a tutto il pubblico che coraggiosamente ha sfidato questo tempo per incitarci.

Adesso ci aspetta il meritato riposo prima di decidere dove correre la prossima, ovviamente.

Alla prossima, in attesa dei commenti degli altri corsari e di chi avrà voglia di scriverne…

Ah, qui sotto troverete le foto che Mek ha fatto prima della partenza, quando eravamo ancora in splendida forma ma soprattutto asciutti.

16 pensieri su “FUNSide – Sport: The Venice Marathon adventure

  1. Hoi no una corsa ma una delle più dure prove estreme che potevamo fare,bravissimi tutti,condivido i vostri commenti altro non si può dire se non prova!!!!Con questa prova abbandono le lunghe distanze per motivi fisici orgoglioso però di essermi preso la mia rivincita con me stesso.

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    1. Ciao amici, complimenti per l’impresa eroica di avere concluso alla grande la VM nonostrante la furia degli elementi. Chissa cosa penserete o direte quando qualcuno vi dirà di chiudere una finestra perchè fa corrente…ehehehe🙂 Siete FORTI, non vedo l’ora di unirmi di nuovo al super gruppo QD6.

      Mek

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      1. Ciao Mek e grazie per i complimenti ma ancora una volta anche per il supporto logistico e morale.
        Hai lanciato il sasso per la maratonina di Paese dell’11 novembre prossimo e quindi non puoi “nascondere il braccio”… devi partecipare e quindi ti aspetto questa settimana per un paio di corse e poi andremo insieme a Paese per un “rientro”, magari in punta di piedi ma con le scarpette da corsa.

        Lumino.

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    2. Ciao Caveo.
      Adesso che ti sei preso la rivincita dopo il meritato riposo non credi sia il caso di riprovare in condizioni “normali”?
      Comunque l’importante è continuare a correre…e noi siamo sempre “quelli delle 6”!

      Lumino

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  2. Questa maratona piu’delle altre mi ha lasciato delle sensazioni uniche,incredibili irripetibili allo sforzo,alla fatica e alla paura di non farcela questa volta si e’aggiunto il fattore tempo,che se da un lato ha rovinato gli obiettivi consolidati durante gli allenamenti,dall’altro ha fatto scoprire a tutti noi partecipanti il vero senso di “mettersi alla prova” e del “non mollare”.
    A tutto questo vi confesso che in me,oltre alla sofferenza personale si annidava anche una speranza,quella cioe’ di arrivare sino alla fine con tutti i miei “compagni d’avventura”,quelli delle 6 e condividere con loro questo traguardo, x noi stessi,x i nostri cari e x i nostri amici. Proprio cosi’……mentre correvo e ricevevo gli “schiaffi” dal vento e le “punture”dalla pioggia pensavo anche a chi in quel momento x un motivo o x l’altro nn ha potuto partecipare…..mek, secco, mauro….e se sono VOLUTA arrivare alla fine e’ anche x loro!
    A presto a tutti quelli delle 6….
    FrecciaRosa

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    1. Credo che mai come questa volta abbiamo contribuito ognuno per la propria parte a raggiungere un risultato di gruppo incredibile correndo anche per chi non ha potuto partecipare.
      FrecciaRosa sei stata grande malgrado tutto ti/ci fosse contro, complimenti ancora.
      Adesso lecchiamoci le ferite per essere pronti alla prossima sfida, qualsiasi essa sia.

      Lumino

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  3. ciao ragazzi scusate il ritardo del commento .Che dire non lo so’ so solo che siamo stati molto bravi sono contentissimo di aver fatto un’esperienza del genere .E’del tutto fuori discussione che per gli altri non siamo persone normali per aver fatto un’impresa (si perche’e’ stata proprio un’impresa) come questa.Stavolta e’ stata proprio dura e’ si perche’ non conpetavamo con la nostra preperazione ma contro un tempaccio da lupi confesso di essermi fermato sul ponte tre volte per il freddo alle gambe e alla schiena.Questa volta l’arrivo c’e’ lo siamo proprio guadagnato ragazzi complimenti a tutti e alla prossima.

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  4. Tutti a dire ma chi ve l’ha fatto fare di partire , me lo sono chiesto anche io più di una volta prima di partire, non c’è stata la risposta immediata.
    La risposta mi è arrivata dopo lungo il percorso, se uno ama questo sport e ama provare se stesso ama sentire cosa prova la sua mente il suo corpo in qualsiasi condizione .
    Queste senzazioni restano impresse nella memoria come faticose e dolorose ma sopra tutto resta per sempre, la gioia di averle superate.

    Buona corsa a tutti…..

    Il coach
    P.S. Luca Mandami le foto

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  5. … bravi, bravi e ancora bravissimi … sono commosso come ero commosso ieri quando Vi ho visti tutti passare al parco di SG, volevo essere sulla collinetta ma devo dire che le condizioni meteo erano proibitive anche per un spettatore (e vi posso assicurare che sono stato lì dal primo Keniano fino al passaggio di Sandra e Vladi che devono aver finito sopra le 4 ore (4h20′) … credo che sia stata la VENICE che tutti ricorderanno, peccato non esser stato della partita, va be’ ci saranno tempi migliori, ora ho qualche piccolo fastidio da gestire è spero passi presto.
    Ancora grandi e bravi …
    a presto
    Il Secco!!!!!!

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    1. Grazie Secco!
      Ho notato quando mi/ci hai visto passare che la tua espressione era un misto tra stupore ed incredulità per il fatto che fossimo arrivati fino a lì e sicuramente di gioia che si è trasformata in incitamento per noi ma non solo credo…
      E’ vero, potremo raccontarla per un po’ di volte perchè la ricorderemo per un bel po’ di tempo.
      Grazie per essere stato lì e ti aspettiamo appena sarai di nuovo in pista (o su strada…).

      Lumino

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    1. Grazie, troppo buono.
      Però non è stata una scampagnata…
      Sono anch’io contento per tutto il gruppo che malgrado tutto è riuscito a fare una grandissima prestazione.

      E come al solito dopo il riposo si comincerà a pensare alle corse future!

      Luca

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    1. Grazie Mauro!
      E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta anche stavolta (neanche Rambo parlerebbe così…)
      Non ti è tornata la voglia di ritentare con un lungo sui 42.195?
      Sai dove trovarci…

      Luca

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