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Quando i proverbi si trasformano in profezie… E si avverano pure!

Ciao a tutti.

L’ultimo post del mese di Gennaio riguardava – tanto per cambiare – la mia passione fotografica e vi avevo raccontato che una mia fotografia era stata selezionata per essere esposta in una galleria d’arte in Olanda, per la seconda volta da quando partecipo alle sfide fotografiche su Gurushots.

Il post si concludeva con questa frase:

Io intanto continuo a fotografare e a partecipare a queste sfide online: chissà che non si avveri il proverbio “Non c’è due senza tre”.

Beh, a distanza di oltre un mese posso affermare che a volte i proverbi si trasformano in profezie che si avverano, se pur con qualche brivido.

Adesso vi racconto come.

Il giorno immediatamente successivo alla pubblicazione di quel post ricevetti una comunicazione simile per una competizione alla quale non ricordavo nemmeno di aver partecipato; infatti, qualche giorno dopo, un’altra mail si scusava del disguido e mi comunicava che non ero tra le foto ammesse all’esposizione.

Vabbè, pensai, poco male, sarà per un’altra volta.

Come al solito ho continuato con risultati altalenanti a partecipare ad altre sfide caricando nuove immagini fino a quando, la settimana scorsa, un’altra mail da Gurushots mi comunicava della selezione di un’ennesima foto per un’esposizione a in una galleria d’arte a inizio marzo sul tema “Urban scenery” (scenario urbano).

Memore dell’esperienza precedente ho prima verificato se avevo effettivamente partecipato e se quella era la foto; confortato dai riscontri positivi di entrambe le verifiche avevo scritto al supporto del sito chiedendo se questa volta era “corretta” la selezione. Oggi pomeriggio la risposta: ebbene si, la mia foto è stata prescelta tra i circa 55mila partecipanti per essere esposta alla galleria “Valid World Hall” di Barcellona.

Anche stavolta non potrò presenziare di persona al vernissage, malgrado mia moglie abbia scandagliato senza successo il web alla ricerca delle tariffe aeree più economiche,  Mi rimane però la soddisfazione di un altro riconoscimento alla mia idea di fotografia.

La foto è questa: che ne pensate?

Alla prossima.

Berlino, sulle rive della Sprea
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Come alle giostre: altro giro, altra corsa, altro regalo!

Ciao a tutti.

Vi ricordate quando dai megafoni delle giostre una voce gridava:

Altro giro, altra corsa, altro regalo!

e tutti i bambini si affannavano dai loro genitori a chiedere un altro gettone per salire un’altra volta su una delle attrazioni presenti al Luna Park? Il regalo però, di solito un ulteriore giro gratuito, non capitava a tutti. Ieri mattina invece, dopo diversi giri in giostra, ne ho finalmente ricevuto uno. Ma procediamo con ordine.

Come sapete, da qualche mese sono un concorrente di Gurushots, il più grande gioco fotografico del mondo che si compone di “sfide” dove ogni concorrente può inviare delle foto sulla base di un tema da sviluppare. Ogni tanto queste sfide danno la possibilità di esporre le foto che si posizionano a un certo livello in una galleria in giro per il mondo, con un’esposizione “collettiva”.

Quest’estate una mia fotografia era stata esposta in una galleria a Londra (e a questo link potete leggere il racconto) e l’allegra brigata composta da mia moglie, mio figlio e il sottoscritto aveva fatto una capatina oltre Manica per partecipare all’apertura.

Dopo quell’evento ho continuato a partecipare ad altre sfide fotografiche associate a esposizioni ma purtroppo senza successo, anche perché la concorrenza è veramente spietata perché ci sono fotografi veramente bravi e io pubblico scatti sempre legati al mio stile, la fotografia di strada, a volte un po’ difficile da abbinare ai temi delle sfide.

Quindi altri giri, altre corse ma nessun altro regalo, fino a lunedì.

Come ogni lunedì la settimana inizia con la lettura delle e-mail, dedicando a quest’attività un po’ di tempo perché durante il weekend non apro la posta elettronica e occupo il tempo libero in attività possibilmente analogiche, da solo o con la mia famiglia. Perciò, quando riaccendo il computer mi ritrovo circa un centinaio di messaggi nuovi e quindi leggere la posta è anche un buon motivo per partire piano e abituare i miei (pochi) neuroni a ritornare in assetto lavorativo.

Mentre scorrevo distrattamente le mail, cancellando tutte quelle provenienti dalla community di Gurushots che mi indicavano solo i vari passaggi di stato nelle sfide, una è saltata all’occhio perché aveva l’oggetto diverso dalle altre e che mi pareva di aver già visto una volta in precedenza. Il testo diceva così:

Congratulazioni Luca, la tua foto è stata selezionata per l’esposizione “My Favorite Shots”!

Evvai! sono subito andato a vedere a quale foto faceva riferimento e, fatalità, Londra mi ha portato nuovamente fortuna perché lo scatto è stato fatto proprio lì.

Stanco, triste o entrambe?

La galleria dove saranno esposte le foto si trova a L’Aia, in Olanda (a questo link trovate la pagina Facebook). Questa volta però non potrò partecipare per impegni di lavoro ma la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto è comunque immensa ed è un ulteriore sprone a perseguire i miei progetti legati a questa passione.

Cosa ne pensate della foto selezionata? Mi piacerebbe conoscere i vostri commenti. Io intanto continuo a fotografare e a partecipare a queste sfide online: chissà che non si avveri il proverbio “Non c’è due senza tre”.

Alla prossima.

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Photo TheOtherSide

Umani Urbani, seconda fase del progetto “Piano B”

Ciao a tutti.

Quindici giorni fa avevo annunciato il lancio dell’operazione segnalibri come “prova tecnica di Piano B”.

Con “Umani Urbani” sono già entrato nella seconda fase del piano e all’oggetto fisico (i segnalibri) ho aggiunto un media per me inusuale ma molto in uso sul web, il video.

In realtà era da un po’ di tempo che pensavo di presentare parte della raccolta di immagini del mio progetto utilizzando questo supporto ma volevo accompagnarle con un “tappeto ritmico” mescolando immagini e musica, come “Sound + Vision”, per citare un altro grande artista, David Bowie, e il suo box-set uscito nel 1989.

Cercavo però un brano musicale che avesse anche attinenza con le immagini; così ogni volta che passavo per lo studio di casa sostavo per qualche secondo davanti alle quattro colonne di CD con l’intento di trovare ispirazione e mentre leggevo i titoli dei CD con la mente eseguivo un ascolto, anzi un pre-ascolto veloce di ogni pezzo.

Poi, finalmente, il mio gruppo preferito mi è venuto in soccorso con un album che ho quasi consumato sul giradischi:

Moving Pictures – Rush, 1981

In quest’album il lato B si apre con “The Camera Eye”, un pezzo che già dal titolo era il candidato numero uno per il video; in più il testo racconta di due città che ho visitato e che hanno lasciato un segno particolare nel mio cuore, New York e Londra.

Trovato il pezzo, risolto il problema? Non del tutto.

La canzone, nella sua interezza, aveva qualche incompatibilità con la mia idea di video per diversi motivi:

  • La durata: sono circa undici minuti e siccome la soglia di attenzione per un video sul web precipita dopo due minuti l’ottanta per cento delle immagini avrebbero avuto visibilità certa.
  • Le immagini da utilizzare per coprire tutto quel lasso di tempo.
  • Le parti cantate, che volevo evitare per non distrarre lo spettatore dalla visione e perché le foto sono state scattate anche in altre città

Fortunatamente l’intro di questo pezzo ha una durata di circa due minuti, ideale per il video; così mi sono messo al lavoro e dopo aver raccolto gli scatti che volevo mi sono “divertito” a posizionarle sulla “timeline” seguendo il ritmo della canzone.

Ho virgolettato la parola divertito perché questa parte del progetto è stata la più stressante a causa del software utilizzato; purtroppo non mi permetteva di riprendere dal punto audio sul quale mi ero fermato per inserire l’immagine e verificare le transizioni e così mi sono riascoltato questi due minuti iniziali almeno un centinaio di volte. E per fortuna che ho scelto una canzone che mi piaceva…

Dopo aver montato il video rispettando il ritmo del brano pensavo di aver finito e invece mancava ancora qualcosa: il titolo! Può sembrare una banalità però è molto difficile descrivere una raccolta di “street photography” che per definizione documenta la vita di ogni giorno, con un paio di parole e cercando di essere originali.

Ho chiesto nuovamente aiuto alla mia collega grafica che già mi aveva soccorso con i segnalibri e le ho fatto vedere in anteprima il video. Le sue sensazioni sulle immagini contenute mi hanno dato lo spunto per il titolo; la sua visione professionale invece mi ha regalato un suggerimento molto interessante e utile per il progetto, concretizzato con un suo contribuito fatto di ritocchi su alcune immagini che seguono le tracce dei segnalibri.

Così adesso, in fondo al post, potete vedere il risultato finale del mio lavoro e vi invito a scoprire i “richiami” ai segnalibri.

Cosa ne pensate? Fatemelo sapere con i vostri commenti.

Alla prossima.