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Maratona fotografica per un sorriso: di nuovo per strada dopo sette anni.

Ciao a tutti.
Due settimane fa ho partecipato alla terza edizione della

Maratona Fotografica per un sorriso

Che si è svolta a Treviso. Come sette anni fa, una bellissima esperienza che vorrei condividere con voi.

Tutto è nato per caso, mentre cercavo sul sito della FIAF i circoli fotografici della mia zona. Chi mi conosce sa che appartenevo al circolo fotografico “Effemme – Fotoamatori mestrini” dal lontano 2011, giorno in cui partecipai alla mia prima maratona fotografica a Venezia.

Ho usato l’imperfetto perché da quest’anno il circolo non esiste più e quindi, trovandomi nuovamente solo con la mia reflex, mi sono guardato intorno e ho trovato la locandina della manifestazione e mi sono detto “perchè no?”. Un altro motivo era lo scopo benefico della manifestazione, a sostegno della Onlus “Una mano per un sorriso – For Children” che ha come motto

Cambiamo il mondo un sorriso alla volta

e opera in Siria, Kenya, Turchia e Tanzania per dare ai bambini di quelle popolazioni il “diritto ad avere dei diritti”.

Così domenica mattina mi sono presentato alle nove in punto alla Loggia dei Cavalieri, ritrovo dei “maratoneti”: lì mi sono iscritto e mi hanno consegnato i primi tre temi da sviluppare. Per chi non conosce le maratone fotografiche queste gare non hanno nulla a che vedere con la corsa ma sono competizioni di “street photography” dove i partecipanti ricevono nell’arco della giornata dei temi da sviluppare fotograficamente. I temi sono tracce aperte a libere interpretazioni ma alla fine della giornata una giuria vota le migliori foto di ogni singolo tema e poi viene decretato il vincitore assoluto.

Come a Venezia sette anni fa l’occasione è stata ghiotta per girovagare per la città alla ricerca di soggetti fotografabili. Treviso è una bellissima città attraversata da un corso d’acqua, ha una cinta muraria imponente e una piazza “magnetica” perché attira tutti a sè, per una passeggiata, un caffè, uno spritz o anche solo per fare due parole.

La parte mattutina della maratona è stata stupenda perché la città doveva ancora svegliarsi e fino alle dieci e mezza c’era pochissima gente in giro. Poi, lentamente, le strade hanno cominciato ad animarsi e verso mezzogiorno Piazza dei Signori era brulicante di persone intente a godersi il sole e la bella giornata.

Per affrontare al meglio questa giornata mi ero procurato in anticipo alcuni riferimenti gastronomico da Elisa, una ex-collega che è anche un’amica e una supporter “di marca” (così lei si è definita) delle mie foto. Da profonda conoscitrice della città mi ha saputo indicare un locale dove ho pranzato benissimo con mia moglie che mi raggiunto per accompagnarmi durante la parte pomeridiana della gara.

Intorno alle sedici e trenta ci siamo ritrovati da dove avevamo cominciato e abbiamo consegnato le nostre foto alla giuria che dopo una lunga e attenta osservazione delle immagini ha decretato i vincitori di ogni singolo tema e il primo classificato assoluto.

Io e mia moglie ci siamo seduti con un’altra concorrente, Fabiana.Ci, accompagnata da Sofia e Diego, i suoi due simpaticissimi bambini con i quali abbiamo giocato un po’ in attesa del verdetto.

Per ciò che riguarda la competizione vi comunico che NON ho vinto anche se due mie foto sono state “menzionate” dalla giuria e quindi ho avuto due personalissimi premi di consolazione. Per tutto il resto mi sono divertito tantissimo perché ho trascorso un sacco di tempo fotografando, ho conosciuto nuove persone e anche un po’ più Treviso; inoltre, rispetto alla maratona di Venezia, il tempo è stato bellissimo.

Nella galleria sotto le foto che hanno patecipato alla maratona; in un prossimo portfolio pubblicherò altre le altre.

Alla prossima.

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L’ultimo chilometro: sempre al massimo, anche quando le energie sono al minimo

Ciao a tutti.

Oggi io e il coach, che siamo ormai una coppia di fatto della corsa, abbiamo partecipato alla

3a Corsa di San Valentino a Moniego di Noale

Per tutta la gara abbiamo tenuta un’andatura blanda, anche perché eravamo in compagnia di “Pego”, un vecchio amico del Coach che corre solo la domenica e quindi non aveva molto fiato. E così, come al solito, abbiamo fatto una bella chiacchierata correndo assieme.

Dopo il terzo ristoro abbiamo aumentato l’andatura e quando è apparso il cartellone “ultimo chilometro” ci siamo lanciati in un allungo per tutta la distanza fino al traguardo, dopo aver immortalato con una foto lo striscione.

É stato facile stamattina aumentare la velocità per percorrere quell’ultimo chilometro. Mentre lo facevo però mi sono venute in mente tutte le volte che mi sono trovato in quella situazione quando correvo le maratone e la scena è un po’ diversa. Non ce la fai più, le gambe sono ormai due pezzi di legno e l’ossigeno fa fatica ad arrivare al cervello e alle gambe; eppure, quegli ultimi mille metri sono come un propulsore aggiunto che ti fa dare il massimo per arrivare al traguardo.

Il fatto è che quando arrivi all’ultimo chilometro di una maratona sai che stai recitando l’atto finale di un’impresa, a prescindere dal tempo che il cronometro segnerà quando passerai il traguardo. L’ultimo chilometro ti fa pregustare la gioia che si sprigionerà quando l’avrai percorso perché incontrerai e riabbraccerai le persone a te vicine che attendono da ore il tuo arrivo e sono in pensiero per te, ogni anno e ogni corsa che passa. Allora spingi sull’acceleratore anche se non c’è più benzina nel serbatoio e non vedi l’ora di arrivare: per loro, ma anche per la doccia, i massaggi, il ristoro, la medaglia e il meritato riposo.

Ecco perché l’ho fotografato: perché l’ultimo chilometro, come il primo amore, non si scorda mai.

Alla prossima.

 

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Anno 2017: ri-cominciamo con una corsa

Ciao a tutti.

Avevo concluso il 2016 podistico con la “Maratonina della Città murata” di Cittadella, completata in modo molto difficoltoso a causa di un dolore al polpaccio. D’altronde è normale che ciò avvenga quando non ci si allena regolarmente per quindici giorni e poi si partecipa a una gara correndo come se ci si fosse sempre allenati, no?

Da quel giorno non avevo più indossato le scarpe da corsa e stamattina ho voluto cominciare proprio da una corsa.

Il risultato non è stato granché, come testimonia il rapporto cronometrico del fido Garmin (con tanto di pause evidenziate) però l’importante è stato cominciare con il passo, pardon, con il piede giusto. Durante la corsa, tra qualche massaggio al polpaccio ancora leggermente dolorante e qualche foto, ho riflettuto un po’ sull’anno appena passato e pensando alle varie partecipazioni ai corsi una parola ha continuato a rimbalzarmi in testa:

Disciplina

L’ho ripetuta più volte perché mi sono accorto che ne ho bisogno; ho troppi pensieri che cercano di prevalere gli uni sugli altri e questo crea molta confusione nella mia testa, malgrado due neuroni solo! Ne ho bisogno per il lavoro, famiglia, il tempo libero, per me e per gli altri.

Ovviamente, la mia mente musicalmente bacata (e forse non solo quello) ha scovato tra i suoi archivi il ritornello di una canzone di Joe Jackson dal titolo omonimo che recita così:

Discipline can stop my hunger
Discipline can quench my thirst
Discipline can make me stronger
If it doesn’t kill me first

Il che significa che deve fortificarmi senza uccidermi, quindi non deve diventare un ossessione. Per questo motivo la parola d’ordine di quest’anno è

Disciplina, ma con giudizio!

Vi auguro un gioioso, spensierato, proficuo, sereno 2017. Altro?

Alla prossima.