Ciao a tutti.

Il mio impianto stereo è da poco tornato “a ranghi completi” con la riparazione del pre-amplificatore e allora ho deciso di inaugurarlo ascoltando il disco di una persona che conosco da un bel po’ di tempo per motivi lavorativi e che casualmente ho scoperto essere anche un bravo musicista.

Parlo di Alfredo e di A.R.M.A. Rock, il gruppo con base ad Alessandria del quale lui è voce e chitarra solista.

Dopo la scoperta della passione musicale di Alfredo ho acquistato e scaricato il loro EP d’esordio; come avevo già fatto per Dario Zennaro e il suo CD, “Circus”, ho deciso di fare la mia personalissima e modestissima recensione.

Cominciamo intanto dal nome della band.

A.R.M.A. è l’acronimo di Alfredo, Roberto, Marco & (suo fratello) Andrea e Rock è la loro musica. Contrariamente alle innumerevoli “tribute band” che non mi piacciono perché le ritengo senz’anima, gli A.R.M.A. Rock suonano e cantano pezzi originali, composti da loro. Parafrasando il jazz potrei dire “standard” ma chi ama questa musica sa che il paragone valorizza il sound degli A.R.M.A. Rock visto che gli standard sono considerati l’Ave Maria di ogni jazzista.

Nel caso degli A.R.M.A. Rock infatti il loro suono è nudo e crudo e l’aggettivo “standard” vuole valorizzarla paragonandola al “roots rock”, quello che non ti stancheresti mai di ascoltare e che ti fa ballare anche in auto, come ho fatto io durante gli ascolti prima di quello “ufficiale” sullo stereo.

Ascoltando le canzoni di questo EP ho notato “illustri” rimandi al rock nord-americano: Dave Matthews Band, Allman Brothers Band, Stevie Ray Vaughan per citare i primi artisti che mi vengono in mente. Quattro quarti, grandi riff di chitarra elettrica, batteria possente e basso virtuoso. Rock genuino, insomma.

La voce di Alfredo è graffiante e ruvida mentre i suoi riff puliti ma intensi. La base ritmica di Roberto e Marco è solida e robusta e permette ad Andrea di riempire la melodia delle canzoni di questo disco con i suoi ricami.

Anche i testi sono interessanti e tutt’altro che banali. Parlano di alti e bassi della vita quotidiana, e di donne, croce e delizia di ogni rocker. Parole vere, genuine come la loro musica.

Quello che traspare da questi pezzi è la voglia di questi quattro ragazzi di “suonare, suonare” (per citare Franz Di Cioccio e la PFM) e il piacere di stare insieme per condividere una passione: fare la musica che ti piace perché viene dall’anima.

Concludendo potrei definire il loro rock un’A.R.M.A.di intrattenimento di massa perché non importa gli spazi nei quali si esibiranno, sicuramente chi li ascolterà non rimarrà fermo troppo tempo prima di mettersi a ballare.

Ah, dimenticavo: nutrite la loro fame di musica comprando il loro EP, come ho fatto io, sul sito CDBaby.

Alla prossima.

 

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