FUNSide – Sport: La salute innanzitutto

Sport & Salute

Ciao a tutti.

Domenica mattina, dopo una settimana di stop per motivi lavorativi, sono uscito per una corsetta di un’ora in compagnia del coach e per la prima volta mi sono spaventato e adesso vi racconto il motivo.

Dopo circa un’ora di corsa io e il Coach ci siamo fermati per dare indicazioni stradali a cinque signore in auto (non si preoccupino i lettori maschietti, erano anti-tentazione) in cerca della strada per Zelarino.

Siccome mi ero abbassato (io?!?) per parlare con le signore quando mi sono rialzato ho avuto un “quasi-svenimento” a causa molto probabilmente di un calo ipoglicemico visto che sabato sera non avevo cenato e domenica mattina sono uscito senza fare colazione. Mi sono ripreso quasi subito ma è stata la prima volta che ho provato questa strana sensazione e così mi è venuto in mente che Mek aveva inviato a “Quelli delle sei” una mail dove si scriveva che la maratona allunga la vita.

Quale migliore occasione quindi per proporvene la lettura visto quello che mi è capitato (aggiungendo che sono stato un po’, diciamo così… “pirla”?).

Eccovela qui: leggetela e verificate anche il link così magari quando saremo vecchi perchè maratoneti potremo raccontarci anche questo episodio e mi farò nuovamente prendere in giro; un grazie a Mek per l’approfondimento scientifico.

Ah, dimenticavo, l’articolo in originale è in Inglese, per dare un tocco di internazionalità…

Alla prossima.

Una maratona per bloccare l’apoptosi

L’effetto sarebbe mediato dalle sirtuine, proteine coinvolte negli effetti protettivi dell’esercizio fisico nei confronti della morte cellulare programmata, l’apoptosi appunto che può arrestarsi dopo uno sforzo fisico molto intenso e prolungato. La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori italiani che la illustra in un articolo pubblicato sulla rivista on line BMC Physiology.
I ricercatori hanno studiato le cellule mononucleate del sangue periferico in gruppi di atleti non professionisti che sono stati impegnati in una maratona, la corsa di 42 chilometri, scoprendo che dopo la gara l’espressione dei geni che stimolano o inibiscono l’apoptosi era cambiata.
“L’apoptosi è una normale funzione fisiologica che dipende da una varietà di segnali, molti dei quali possono essere alterati da un esercizio fisico strenuo. Nel nostro lavoro abbiamo per la prima volta dimostrato che l’esercizio fisico modula l’espressione della famiglia di proteine delle sirtuine, che può essere un regolatore chiave dell’allenamento”, ha detto Gabriella Marfe dell’Università di Roma Tor Vergata, prima firmataria dell’articolo.
I ricercatori ritengono che le sirtuine, e in particolare la sirtuina SIRT1, possano essere coinvolte negli effetti protettivi dell’esercizio fisico nei confronti dell’apoptosi.
“Le sirtuine possono avere un ruolo cruciale di mediatori/effettori nel mantenimento dei tessuti muscolari scheletrici e cardiaci come pure dei neuroni, spiegando gli effetti protettivi sinergici dell’esercizio fisico e della restrizione calorica per la sopravvivenza e l’invecchiamento.”
Gli autori sottolineano comunque che chi svolge un’attività sportiva amatoriale deve fare attenzione a prepararsi con un adeguato allenamento e a non eccedere negli sforzi: “un esercizio fisico intenso ed estenuante può essere dannoso alla salute. Per ottenere benefici ricordiamo che l’allenamento dovrebbe entrare a far parte di un regime di vita regolare e sotto controllo medico”, osserva Gabriella Marfe.