FUNSide – Sport: Domenica 23 ottobre 2011, Venezia

Ciao a tutti!

Nel ricordo di Marco “SIC” Simoncelli credo sia giusto guardare avanti e con lo stesso spirito giocoso e gioioso che animava lui adesso è venuto il momento di parlare di quello che è successo ieri tra Stra e Venezia dalle 9.30 fino alle 14.30 circa.

Beh… Venice Marathon 2011, 26esima edizione, che altro!?!

Innanzitutto i risultati dei fantastici componenti di “QD6” (prima il tempo ufficiale poi il Real Time):

Luca “Cogo” (che avora) Busetto                      3.19.47 – 3.17.58
Massimo “Mac” Canton                                     3.35.49 – 3.34.07
Claudio “Coach” Gallina                                    3.36.22 – 3.35.13
Valentina “QuotaRosa” (tutotacà) Milan            3.44.20 – 3.38.25
Mauro “El Numi” Numi                                       3.46.07 – 3.45.08
Luca “Lumino” Sorato                                        3.49.26 – 3.47.44
Maurizio “Secco” Secchi                                    4.23.50 – 4.19.32
Marco “Caveo” Nardo                                        4.47.19 – 4.43.00

A parte i numeri contano le sensazioni provate quindi io vi racconterò le mie e spero che anche i miei compagni “corsari” facciano altrettanto affinchè voi che leggete possiate condividerle con noi.

La mia maratona è iniziata la mattina presto alle 7.15 quando mi sono incontrato con gli altri componenti del gruppo e sono partite le prime battute sulla preparazione, cosa mettersi, hai dimenticato qualcosa, ma cosa hai mangiato eccetera, tanto per scaldarsi un po’…

Arrivati a Stra (e un grazie grandissimo a Patrizia e Cristina che ci hanno portato lì svegliandosi come noi all’alba e “abbandonando” la prole a casa) ci siamo persi un po’ perchè la confusione era tanta e già negli spogliatoi avevamo perso il Cogo mentre Maurizio si guardava intorno dicendo “…Ma come si fa in tutta questa confusione, ma guarda gente, ma guarda che roba…”

Al momento di consegnare le sacche eravamo addirittura rimasti in due, io e Mac e allora dopo un po’ – quasi niente – di riscaldamento ci siamo avvicinati alle gabbie per la partenza.

Dopo aver atteso fermi nelle gabbie per venti minuti e dopo aver fatto gli auguri di rito ai concorrenti vicini e i saluti a tutti quelli che conoscevamo siamo finalmente partiti!

Passare davanti alla villa di Stra è sempre bellissimo e vedere tutto il serpentone di podisti che si snoda lungo la riviera è uno splendido colpo d’occhio, anche se riesci a vederlo solo perchè sei già indietrissimo!

Torniamo alla gara: avevamo deciso – al volo, appena partiti – con Mac di stare tra i palloncini delle 3h30 e 3h40 ma dopo neanche cinque chilometri ho sentito un gran mal di pancia e malgrado abbia resistito un po’ mi sono dovuto fermare dopo altri 3 chilometri per quello che pensavo fosse un “grosso affare”: quindi ho salutato Mac e mi sono appartato in una “seduta” volante… Alla fine però, trattandosi solo di roba “leggera” sono ripartito più o meno in fretta ma senza strafare perchè il mio polpaccio fasciato (vi ricordate che tre settimane fa avevo fatto il fenomeno e mi ero stirato giocando a calcetto, no?) mi suggeriva di andare piano e quindi mi sono ripromesso di tentare in tranquillità di recuperare Mac… Si, vabbè, credici!

A questo punto ho cominciato la mia gara in solitaria… anzi no, perchè dopo un paio di chilometri si affianca una ragazza mora che si toglie un auricolare e mi urla (forse doveva togliere anche l’altro, no?): “Scusami, ti dispiace se ti sto dietro?” Trent’anni fa avrei pagato perchè una ragazza mi dicesse così ma anche questa volta era per tutto il contrario di quello che si potesse pensare… Ho risposto che se non andavo troppo piano poteva pure accodarsi e lei ha risposto “No, no, così vai da Dio…” Ho pensato “Vabbè, lasciamo perdere e continuiamo a correre, pensa che hai altri 30 km da fare ancora…”

E così ho fatto da “lepre” per “questa” che ovviamente non si è mai affiancata ma è sempre rimasta indietro di due metri fino a Malcontenta dove sono stato costretto ad un altro “Pip Stop” perchè tra il freddo, la prostata e l’acqua che bevevo non ce la facevo più.

Lei invece imperterrita ha continuato a correre rallentando leggermente fino a quando non l’ho raggiunta nuovamente e lei si è ri-accodata… Uffa, neanche in bagno si può stare in pace!

Siamo quindi arrivati al sottopasso di Marghera-Mestre dove ho visto per la prima volta i miei più grandi tifosi (mia moglie e mio figlio) che avevano accompagnato moglie e figlia maggiore di Mac e che si sono sgolate per incitarci.

In piazza Ferretto a Mestre poi un’altra tifosa d’eccezione, mia Mamma che ha poi dichiarato “…Ho visto Luca, beo come el sol!” Cuore di Mamma… Ero già stanco in Piazza Ferretto ma avevo questa responsabilità e non me la sentivo di fermarmi, anche per non fare brutta figura con la mia “inseguitrice”. Passare per il centro di Mestre per me è stato bellissimo, più dell’anno scorso sia perchè c’era anche mia Mamma ma anche perchè è sempre emozionante quando c’è un sacco di pubblico che ti incita e un bel po’ di quel pubblico ti conosce e l’incitamento allora lo senti più tuo è ancora più forte…

Finita la piazza… finita anche la benzina, o quasi.

In Viale San Marco il mio polpaccio cominciava a farsi sentire e chiedeva di uscire dalla fasciatura ma ho cercato di non dargli corda e sono arrivato fino al Parco di San Giuliano dove purtroppo ho capito che ero già un po’ sciolto perchè i palloncini delle 3h40m mi hanno superato “in scioltezza”, ovviamente.

Dopo il ponte del parco e la salita sulla collinetta ho camminato per bere un po ‘di sali, prendere un altro integratore in gel (per questa edizione della maratona al gusto di limone, bleah!) assieme ad un bel po’ d’acqua per poi riprendere a correre… Ma stavolta anche “st’altra” si è fermata per bere e mangiare ma quando ha visto che non avevo molta voglia di riprendere si è avvicinata e mi ha detto “Senti, mi hai portatafino a qui e adesso mi porti fino a Venezia entro le 4 ore perchè non posso fare brutta figura con mio marito che mi ha mollato alla partenza ed è andato avanti!”

Ci mancava solo che si arrabbiasse ed eravamo a posto; così ho ripreso a correre e siamo arrivati alla rampa del cavalcavia di San Giuliano, che in quel momento pareva l’Everest e senza ossigeno!

Subito dopo la discesa dal cavalcavia pure la nostra QuotaRosa ci ha messo del suo perchè mi ha superato tutta pimpante (anche perchè aveva un personal trainer “fisicato” in bicicletta che la seguiva…) e mi ha salutato senza fare una smorfia, come se stesse facendo shopping, altro che maratona!

Sono arrivato al Ponte della Libertà (che pareva eternamente lungo) e visto che ero bello fresco è arrivato anche un bel po’ di vento – contro, ovviamente – per aiutarmi in queste ultime fasi; nel frattempo la mia ormai “ombra” aveva tolto entrambe gli auricolari e iniziava a dirmi “..Guarda che se ne hai puoi andare pure, io non ce la faccio più,,,” Ma come, fin prima mi hai obbligato a correre per trainarti e adesso che sono cotto mi dici che posso andare? Ma dove vuoi che vada?

E così siamo insieme arrivati a San Basilio ed abbiamo iniziato a scalare i ponti, uno dopo l’altro e con le gambe così dure che era molto più faticosa la discesa della salita (avete letto bene, scalare, discesa e salita perchè parevano montagne per come ero messo…).

Il polpaccio mi faceva malissimo e per fortuna che avevo ascoltato il consiglio di un fisioterapista che mi aveva suggerito di fasciarmi per contenere il muscolo altrimenti l’avrei perso per strada; le ginocchia invece erano due pezzi di legno e quindi riuscivo a piegare le gambe pochissimo quindi la falcata era ampia come quella di una geisha con il kimono fino alle caviglie…

Siamo arrivati però finalmente a San Marco – per la prima volta nella storia della Venice Marathon – e come ogni volta che arrivo verso il traguardo di ogni maratona inizio ad emozionarmi e un piccolo nodo in gola inizia a formarsi.

Penso sempre a mio papà che mi guarda di lassù e ha visto la mia prima maratona – sempre a Venezia -penso a mia moglie e mio figlio che nel mezzo di Piazza San Marco, la piazza più bella del mondo, stanchi per aver fatto anche loro le corse per arrivare fino a lì hanno ancora fiato da spendere per incitarmi e allora mi convinco che anche questa volta, magari camminando ma arriverò fino in fondo a quest’ennesima esperienza di vita oltre che di sport.

Ovviamente non ero solo e anche la mia “scorta” ha esclamato “…Ooh, è davvero valsa la pena tutta questa fatica per arrivare fino a qui…” Aveva proprio ragione; il solo fatto di essere lì e che ci fossero le persone a me più care mi ha fatto venire la voglia di correre fino al traguardo.

In un ultimo gesto di cavalleria mi sono offerto di far passare “prima le signore” ma Nicoletta, questo il nome che ho scoperto all’arrivo della ormai mia “compagna” d’avventura ha detto “Se non fosse stato per te non sarei mai arrivata fino a qui e ti ringrazio; se vuoi arriviamo al traguardo insieme ma non ti supererei mai”. Allora per l’ultimo chilometro ci siamo affiancati fino all’arrivo dove ci siamo abbracciati, sfiniti ma felici e soddisfatti, ci siamo scambiati il numero di pettorale per poi salutarci, ognuno per la sua strada come avviene in queste occasioni.

A parte il pseudo-romanticismo è stata un’esperienza nuova; all’inizio angosciante perchè mi sentivo responsabilizzato a fare un’andatura per tutti quei chilometri ma poi appagante perchè sapere di aver aiutato qualcuno a raggiungere un risultato insperato mi ha dato soddisfazione.

E forse , se non avessi avuto questo “compito” mi sarei fermato molto prima perchè ero veramente stanco quindi anch’io ringrazio lei che mi ha aiutato a tener duro.

La beffa finale: guardando le classifiche e confrontando il RealTime ho scoperto che lei è arrivata prima di me di un minuto circa!

Per me ora è tempo di riposare un po’ e curarmi questa gamba che assieme all’altra mi ha portato fino alla fine e lascio lo spazio a tutti gli altri che spero non abbiano timore a “raccontarsi”.

Alla prossima e grazie a tutti.

21 pensieri su “FUNSide – Sport: Domenica 23 ottobre 2011, Venezia

  1. … il commento del Coach mi lusinga … in questi giorni non faccio altro che pensare alla gara, se potevo fare meglio, se potevo osare di più … però il solo fatto di aver partecipato mi fà sentire bene, direi di un’altra categoria … cioè ci sono quelli che non l’hanno mai fatta e quelli che l’hanno fatta!!!
    E questa è la differenza …
    Si ho riguardato mille volte il mio arrivo con Vladi abbracciato e la sua espressione significa tutto quanto sia stato importante finire la sua 20° maratona.
    Sono contento del pensiero di Caveo, in quanto saremo nuovamente “compagni di merende” alla prossima e più preparati.
    Ma secondo voi, pensare di fare “TREVISO” sarebbe una cosa tanto impossibile per me ????
    Ah dimenticavo se andate su YouTube c’è un video di 1 ora e 1 minuto del passaggio in via Dante a Mestre, bellissimo e si vede molto bene, per ora ho beccato c’è il sottoscritto, Caveo, Coach, Quotarosa ma ero stanco e non l’ho guardato attentamente http://www.youtube.com/watch?v=px7J5UTtnuM&feature=share
    per il resto attendo calendario vostre prossime corse …
    Il Secco

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  2. Ciao ragazzi la maratona come tutti gli sport è bello partecipare,arrivare è un bellissimo traguardo è veramente memorabile ma……….porca vacca arrivar in 4’47 se na vergogna.Avevo detto che era la mia ultima maratona,non è vero sto gia pensondo alla prossima.Complimenti a tutti avete raggiunti gli obiettivi prefissati con grande merito,che altro da dire,la prossima volta che devo andare a mangiare in ristorante a Venezia prendo il pulman.Scusate dimenticavo un particolare,alle zattere se avevo 4 euro mi sarei preso un gelato(cosa c’è di più bello di una passeggiata in riva con un gelato?)

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  3. Ciao ragazzi stamattina seduta sgambata per pochi(speravo di vedervi tutti)dedicata ai commenti di domenica fa’niente sara’per la prossima.Comunque un’oretta passata tra amici al buio della mattina presto e ci sara’ da abituarsi visto la stagione che andiamo incontro,ci siamo cimentati ad un po’ di commenti a cominciare dal coach che ha fatto una gara perfetta complimenti(ti ga’ un orologio sue gambe)per poi passare alla quoterosa che per essere la prima con quel tempo bisogna solo complimentarsi perche’ potra’ solo migliorarsi e poi con i consigli del coach…….. Il caveo e’ stato piu’ soddisfatto della mangiata al ristorante che della gara comunque sara’ per il prossimo anno devi esserci ci conto anche perche'” quando te vedo me vien voia de corer”ciao ragazzi alla prossima.

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  4. Xo qua ,
    Prima di tutto un saluto a tutti conoscenti e non.
    L’avevo detto forse a qualcuno , doveva essere l’ultima maratona ed invece mi ritrovo 4 giorni dopo a smentirmi a chiedermi finisce qua o no ma ……. se avessi sofferto forse SI ma sono riuscito a finirla al contrario di altre volte , fisicamente perfetto , anzi meravigliato di come stavo , qualche minuto prima come al solito i sarebbe piaciuto limarlo ma lungo il percorso sono riuscito ad impostare quella che doveva essere la mia andatura . Andatura che arriva dallo stato di allenamento e per lo stato di allenamento che avevo raggiunto il risultato è stato rispettato.
    Ma veniamo agli allievi:
    Quoterosa : obiettivo raggiunto direi alla grande e sicuramente è solo un inizio……
    Una cosa deve imparare, Ascoltare qualche consiglio di più e non solo mio devi seguirlo ..COMPLIMENTI

    El Cogo: confermato lo stato di forma che il Coach e colleghi avevano testato negli allenamenti COMPLIMENTI

    MAC: Bene ma qualcosa non ha funzionato , c’ è da fare un’analisi su cosa hai sbagliato , la mia previsione per era da 3,25 a 3,28 sarà per il prossimo anno ……

    Lumino : a parte el poema che ti ga scritto ,romanticismo ,ironia, poesia ,(ribadisco pensiero MAuri )
    ti faccio i complimenti lo stesso perchè con l’allenamento fatto portarsi a casa quel tempo la medaglia e la conoscenza di una maratoneta , ti xe indistrurrubile

    Adesso vado magnar per quei che manca n’altro messaggio

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    1. Ero ansioso ma anche preoccupato in attesa del commento del Coach ma sono contento perchè dalle sue parole si capisce che non è ancora stufo di distribuire consigli durante la corsa il che significa che ce los orbiremo ancora per un po’…
      La cosa più bella è leggere queste esternazioni che non fanno altro che ribadire la bellezza di questo tipo di sport dove sei solo contro il tuo tempo – parlo per me che non vincerò mai – ma condividi questa fatica con altri come te.
      Alla prossima, Coach.

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    2. rieccome:

      Lumino : dimenticavo per Lumino è il terzo anno con questo che ci presentiamo assieme a Strà e per la terza volta ti presenti con problemi di stitichezza, ma na purga ti xe bon de procurarteA, non xo do prugnette, na peretta , dai su

      Caveo: è successo quello che non doveva succedere, l’imprevedibile : ” xe sciopa ia cogoma”.
      Ho fatto una riflessione e sono arrivato alla conclusione che il + tranquillo del gruppo l’insospettabile è quello che forse di più sente la “pressione da Prestazione ” .

      Vado a memoria qualche anno fa a Jesolo la prima midnight marathon , agitazione fatica e quant’ altro, a giugno Cortina attacchi di diarea ingiustificata , mi resta questo dubbio , vedremo per le prossime competizioni.

      Secco: devo fare un grosso complimento per il coraggio e la forza di volontà.
      Coraggio perchè non avendo allenamenti sulla lunga distanza , l’unico a Campalto con grossa delusione visto le condizioni climatiche, si è presentato lo stesso alla (ULTIMA) Gabbia di partenza con l’entusiasmo di un ventenne .
      Forza di volontà : corso tutti i 42 km pensavo dopo il parco arrivasse in passeggiata invece è riuscito a trainare lui un veterano maratoneta come il VLadi.
      Ah dimenticavo ho visto sul filmato el xe rivà coi calzettoni sulle braccia , Anche stremato dalle forze IL LOOK del Secco resta sempre perfetto…
      Per il ritorno no comment xo rivà casa ae 16,00 da solo come un can.

      Ve xaudo aia prossima

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  5. … eccomi ci sono e ci sono fin dal giorno del tuo primo commento caro Lumino, (almeno hai conosciuto spero una nuova “gnocca” …) so che ti apettavi da subito un mio commento, ebbene NO!
    L’ impresa di domenica è stata talmente grande che non riesco a scrivere nulla …. niente … sono così euforico felice come dire “3 metri sopra il cielo” che leggerò tutti i vostri commenti per ritornare con la mente ancora una volta a domenica …
    L’unica cosa …
    speravo di vedervi tutti all’arrivo, ne avrei avuto bisogno … e invece nessuno, ma và bene lo stesso

    … peccato x questo tempaccio xchè avrei voglia di rimettere in moto un pò le gambe (oggi è mercoledì) forse x risentire le sensazioni di domenica scorsa … sono passati 2 giorni e sono già in astinenza ….

    Ciao
    IL Secco

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    1. Hai ragione sul mancato ritrovo alla fine della gara ma io ero veramente ‘cotto” e sono riuscito ad andare solo avanti verso i miei familiari per poi andare a casa.
      A proposito della “gnocca” attento che ti querela per offese… comunque il commento di mio figlio è stato “…Caspita se era carina quella a fianco a te…” e se lo dice lui c’è da credergli.
      Prima di scrivere goditi ancora la tua impresa e poi quando l’avrai metabolizzata piazzati davanti alla tastiera e… lasciati andare come hai fatto con le tue gambe domenica.
      Alla prossima.

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  6. Prima di scrivere un commento sulla maratona devo farti notare una cosa e cioe che questo sito che hai fatto e’una cosa bellissima,scrivere delle sensazioni e condividerle attraverso questo sistema e’simpatico.Ma veniamo alla maratona intanto un grazie alle rispettive mogli di marco e claudio per averci accompagnato al via .La mia e’stata la gara piu’bella in assoluto aldila’ del tempo ma proprio per la gestione di tutti i 42 km al via volevo attaccarmi alle lepri delle 3’2o (consigliato dal nostro coach)ma ero troppo distante allora con molta pazienza nel giro 10 km sono riuscito a prenderli.Da qui’ e’ incominciata la mia maratona.Devo dire che sono stupitodalla freschezza che sono riuscito a mantenere fino alla fine o quasi,alla mezza ho patito un po’di freddo alle spalle e la schiena poi con il passare dei km e’ passato tutto.Per 22 km ho tenuto alle spalle le lepri delle 3″20 poi sul ponte della liberta’sono stato raggiunto e con loro ho finito questa meravigliosa esperianza da dividere con questo bellissimo gruppo(quelli delle sei),adesso vi saluto e vi do’ appuntamento a giovedi’ alla solita ora

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  7. Carissimi “Quelli delle sei”,
    la Gara è giunta al termine, purtroppo come tutte le belle cose prima o poi finiscono.

    Domenica, la mia giornata è iniziata un pò dopo della vostra, quando verso le 8.00 sono arrivate i miei body guards e tutti assieme siamo partiti alla volta di Stra…Non appena arrivata ho cercato di contattare il mio gruppo “Quelli delle sei”, ma niente da fare…nessuno aveva il cellulare acceso!!!!
    E così con i miei body guards ci siamo diretti verso la partenza, consegnata la sacca, fatta la classica tappa in bagno e salutati i compagni d’auto, mi sono indirizzata verso la mia “gabbia” (si, “gabbia de matti”) …

    Ormai il freddo aveva preso il sopravvento su di me, non sentivo più i piedi, le mani non facevo che strofinarle sulle gambe, fino a quando un ragazzo per paura che facessi una sincope e sospendessero la Gara, mi ha prestato il suo maglione….
    Ecco che mi si è accesa una lampadina, la gara la farò con lui…si si …così non dovrò rompere le scatole alle persone con le mie telefonate per farmi compagnia mentre corro….ma invece solo dopo pochi chilometri il mio nuovo compagno d’avventura mi lasciata ed io mi sono ritrovata ad ascoltare musica da sola….ma ecco che spunta a Mira il buon e fig…fisicato Riccardo che piano piano con tanta pazienza mi ha sopportato per 3/4 della Maratona, elargendo consigli, rimproveri ed incitazioni.

    La Gara è stata tutta entusiasmante, passare accanto alle persone che ti chiamano, ti incitano, ti applaudono, i tuoi amici, sparpagliati con cura per tutto il percorso, che fino a qulche giorno prima ti sfottevano, erano lì, chi con un biscotto proteico, chi con una banana, chi con una bottiglietta di gatorade, beh è qualcosa di grande ed unico!

    Poi l’entrata in Piazza San Marco beh…da brividi, da urlo!!!

    Il bello è stato all’arrivo quando speranzosa di trovare Giorgio e il mio cagnolino che mi accogliessero trionfante…ho avuto la bella notizia che erano bloccati nel traffico!!! Ma mai paura, c’era il buon e saggio Coach che ha gioito con me per i risultati e ha dispensato consigli sul post gara.

    Tra un consiglio e l’altro ci si chiedeva in quale pertugio del percorso si fossero nascosti i nostri Caveo / Cogoma e Secco non avendo più loro notizie dalla partenza, mentre l’infortunato Lumino aveva già provveduto a mettere alla prova le massaggiatrici veneziane,adottando la scusa del polpaccio dolorante.
    Dopo una lunga attesa il Coach, Giorgio ed io finalmente ci siamo recati al “pasta party” così da poter recuperare le forze perdute.
    Salutato il Coach e pronti per tornare a casa lungo il tragitto abbiamo incontrato la Secco’s family e company….un pò di foto per immortalare il lieto evento e finalmente a casa.
    insomma la giornata è stata tanto impegnativa quanto memorabile ed indimenticabile!!!

    Un grazie a tutti voi per avermi portata fin qui…
    “QuotaRosa” (tutotacà)

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    1. Ciao QuotaRosa,
      è vero che tutte le cose belle prima o poi finiscono ma nel tuo caso (per fortuna ma soprattutto per tua bravura) questa volta sono finite “prima” e ti auguro di farle finire ancora “prima” la prossima volta.
      Ancora complimenti, sono contento di aver una compagna “corsara” come te perchè mi sprona a migliorarmi (per non arrivare dopo, ovviamente).

      Lumino

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  8. Eccomi, Luca, sono la tua “inseguitrice”, “ombra” e/o “scorta” pronta a ringraziarTi per l’aiuto e sostegno che mi hai dato Domenica. Se sono riuscita a concludere la gara sotto le quattro ore, gran parte del merito è di certo Tuo.
    Per motivi vari non mi ero adeguatamente allenata e mentalmente ero un pò stanca, non particolarmente motivata, ma il sabato al ritiro del pettorale e la mattina stessa della gara vedere tutte quelle persone riunite in un contesto così spettacolare, per affrontare assieme quest’incredibile avventura mi ha caricata e mi ha dato la forza e la voglia di dare il meglio di me stessa, pochino, ma comunque tutto ciò che potevo dare.
    Ringrazio Te per il sostegno e la compagnia che mi hai dedicato per oltre tre ore e mi unisco ai Tuoi ringraziamenti a tutte quelle persone che ci hanno incitato durante il percorso. Magari loro non immaginano nemmeno quanto possa essere importante per chi corre avere qualcuno che ti sorride e ti incita a proseguire soprattutto quando sei allo stremo delle forze. Ciò che hai scritto è tutto vero, è proprio successo così, per cui niente “citazioni” per danni, ma solo per ringraziarTi di aver contribuito a rendere un’impresa sportiva già di per sè grandiosa ed emozionante in un’esperienza umana che rimarrà nel mio cuore!

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    1. Che dire… troppo buona!
      Adesso so però che al prossimo allenamento tutti i miei compagni corsari mi prenderanno in giro…
      Comunque è tutto vero e sono d’accordo che è un’esperienza umana unica ed irripetibile ogni volta.
      Alla prossima e grazie per l’assoluzione!

      Luca

      PS: Se anche tuo marito (oltre a lasciarti impiantata in mezzo a tutta a quella gente) è anche lui avvocato forse ho già trovato i soprannomi…

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      1. Ciao Luca,
        mi dispiace deluderti ma mio marito è ingegnere …… un avvocato non mi avrebbe mai “lasciata impiantata” in mezzo a tutta quella gente …. anche solo per timore di ritorsioni giudiziarie… eh eh……
        Buona giornata.
        Nicoletta.

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      2. Ah, però… allora dovrò pensare ad un altro soprannome per lui ma appena finisce ‘sta pioggia e torniamo a correre i miei compagni avranno sicuramente dei validi sugerimenti da darmi.
        Buona giornata.
        Luca

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