Una corsa, un sorriso, un selfie, una buona storia: e 2018 sia!

Ciao a tutti.

Il 2018 è iniziato con una corsa, giusto per sgranchirmi le gambe; prima, durante e dopo però sono avvenute alcune cose che mi hanno fatto riflettere sul fatto che sia partito col “passo” giusto e ben sperare per gli altri 364 giorni.

In realtà quando mi sono svegliato il cielo era plumbeo e la voglia di uscire era rimasta sotto le coperte assieme a mia moglie; mi è venuta in mente però Maria Antonietta, una runner & blogger che seguo e che ho letto in uno dei suoi post ritenere “normale” uscire per correre anche a Natale.

Ho pensato allora che avrei potuto farcela anch’io e perciò mi sono alzato, vestito, ho infilato le scarpe e sono uscito.

Come al solito quando corro da solo non ascolto musica ma preferisco ascoltare il mondo che mi circonda; il silenzio mi permette di correre anche con la mente e così, durante il percorso, mi sono venute in mente alcune cose che potrei fare quest’anno legate alla corsa, alla fotografia e al lavoro.

Mentre la mia mente vagava e le mie gambe mulinavano ho incrociato sempre nello stesso posto un’altra runner; questa volta il solito “ciao” è stato accompagnato da un “buon anno”, ricambiato da lei con un sorriso.

Ho proseguito la corsa e mi sono rituffato nei miei pensieri e ho cercato di trovare un’altro tema per il nuovo anno sul mio profilo Instagram @levysoro. Non so quale ragionamento abbia scatenato il viso di quella ragazza però mi è balenata questa idea: perché non postare su Instagram la foto di ogni runner che incontro, sia da solo che con “Quelli delle 6”? Bella idea! Il telefono ce l’ho sempre con me e quindi quali problemi potrebbero presentarsi? Beh, almeno tre, e non da poco:

  • la mia timidezza (anche se pochi credono che mi appartenga). Invece sono una persona timida; infatti riesco a salutare quando corro solo perché mi limito al “ciao” e perché la direzione del runner che incrocio è opposta alla mia e quindi posso “scappare” via dopo il saluto.
  • la reazione dell’altro runner: cosa pensereste se qualcuno vi fermasse per strada mentre state correndo e vi chiedesse il permesso di fotografarlo? Come minimo lo mandereste a quel paese, e di corsa (ovviamente!).
  • il motivo per la foto: dopo aver vinto la mia timidezza ed essere riuscito a fermare un runner senza essere malmenato quale scusa avrei potuto accampare per fare una foto?

Il superamento del primo ostacolo dipendeva solo ed esclusivamente da me; dopo quello il secondo era emotivamente gestibile; per il terzo però dovevo elaborare una motivazione che convincesse gli altri (malcapitati?) runner a concedermi lo scatto.

Dopo qualche centinaio di metri la soluzione che creava l’opportunità per un nuovo progetto fotografico: un selfie su Instagram! Un selfie non si rifiuta a nessuno, soprattutto se poi si appare su un social network “taggati” e collegati a un progetto fotografico. In realtà questa soluzione cozzava con la mia ritrosia verso i selfie ed essere io soggetto per una foto ma così tornavo all’ostacolo numero uno e non ne sarei più venuto a capo.

Per la fotografia si fa di tutto, o quasi.

Bene, adesso si trattava di trovare il primo runner, provare e sperare in un risultato positivo.

In realtà il primo runner era quella ragazza incrociata appena uscito però ormai l’avevo persa perché io avevo appena iniziato a correre mentre lei era già sulla strada del ritorno; inoltre lei solitamente correva quasi completamente “coperta” e quindi non sapevo se avrebbe accettato una foto. Ormai però era andata e quindi ho continuato a correre cercando altri runner.

Ovviamente zero runner e quindi stavo tornando a casa con un sentimento a metà tra la delusione per non aver fotografato nessuno e il sollievo di non aver dovuto vincere la mia timidezza. Invece, sull’ultimo vialetto prima di imboccare la strada dove abito, una sorpresa: ancora lei, la ragazza di prima, intenta a fare forse delle ripetute visto che quel pezzo di strada è tutto dritto e completamente chiuso al traffico delle auto.

E adesso? Panico! Cosa faccio, provo? Se l’ho sempre vista correre coperta dalla testa ai piedi magari non vorrà farsi fotografare?

Mi sono accorto che stavo sensibilmente rallentando e allora ho buttato il cuore oltre l’ostacolo; prima ho rotto il ghiaccio con un “ancora qui?” e al suo sorriso di cortesia l’ho fermata e le ho parlato del selfie, Instagram e bla bla bla.

La prima impressione è stata di sorpresa, seguita da un “di solito preferisco non farmi fotografare” ma quando le ho detto che se non voleva apparire di fronte avrei fatto il selfie con lei di schiena (che lampo di genio, eh!?) ha sorriso di nuovo e ci siamo fatti questo selfie.

Beh, ero talmente contento del mio successo che mi sono dimenticato di chiederle il nome, mentre lei lo aveva fatto per sapere dove trovare il selfie su Instagram: spero commenti sul social network così lo scoprirò.

Io e Miss X

Direi che dei due quella venuta fuori meglio è decisamente lei, che ho chiamato Miss X. Io ero troppo concentrato sullo scatto (non sono un esperto), come si può notare dalla mia espressione dubbiosa.

Importante però è aver iniziato; vedremo durante l’anno come andrà.

Una corsa, un sorriso, un selfie: una buona storia,questa, no? E allora che 2018 sia!

Alla prossima.