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FUNSide – Sport: Bombe a Boston

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Il logo della Boston Marathon

Ciao a tutti.

Lunedì sera stavo guardando le ultime notizie alla televisione prima di andare a dormire e ho visto quanto successo alla Maratona di Boston.

Una scena sconvolgente: i due boati a distanza di circa 100 metri l’uno dall’altro, un maratoneta anziano che cade a terra a causa dello spostamento d’aria, altri podisti che anzichè andare verso il traguardo o allontanarsi dal luogo dell’esplosione tornano indietro ad aiutare chi è rimasto sotto… E poi il via vai di poliziotti, ambulanze, carrozzine che trasportano feriti e le persone immobili sotto le transenne crollate.

A parte il destino che ha voluto non esplodessero tutti gli ordigni e il numero molto ridottissimo di vittime paragonato a quello degli spettatori presenti questo evento mi ha fatto riflettere su alcuni punti:

  1. Ho visto che il cronometro segnava circa 4h10m: il quella frazione di tempo arrivano moltissimi maratoneti perchè è un tempo “standard” per chi corre senza troppe velleità quindi potevano esserci molte più persone e l’entità delle vittime poteva essere ben più alta; invece fortunatamente c’erano pochi podisti in quel momento.
  2. Le bombe sono scoppiate  tra il pubblico ma in prossimità del traguardo: in quella zona si piazzano quasi sempre i parenti dei maratoneti perchè vogliono gioire insieme ai loro cari a conclusione di uno sforzo così grande quindi non oso pensare lo stato d’animo di chi si stava avvicinando al traguardo in quel momento quando sono scoppiate le bombe o chi, rimasto più indietro, ha assistito impotente a quanto accaduto.
  3. Un bambino tra le vittime: e se ci fosse stato mio figlio lì in mezzo, come succede ogni volta che assieme a mia moglie vengono ad incitarmi? Mi porterei il rimorso per tutta la vita; questo il pensiero che mi ha turbato di più.
  4. Un attentato durante una maratona: forse perchè è una manifestazione difficile da tenere sotto controllo dal punto di vista dell’ordine pubblico sia per la lunghezza del tracciato che per il numero di spettatori e la loro provenienza che è la più disparata e quindi altrettanto difficilmente controllabile.
  5. E’ successo una prima volta ma potrebbe succedere di nuovo: adesso come ci si deve comportare per le prossime manifestazioni? Quante forze dell’ordine dovranno essere dispiegate per garantire l’incolumità delle persone presenti, siano esse partecipanti o semplici spettatori? Il mio collega Alessio domenica sarà alla Maratona di Londra e chissà cosa troverà come servizio d’ordine ma soprattutto con quante preoccupazioni affronterà la gara.

Non mi sono preoccupato dei motivi scatenanti o degli attentatori stessi (che mi auguro vengano presto assicurati alla giustizia) ma mi preoccupo che in una società che tende sempre di più a barricarsi in casa sono poche le manifestazioni (sportive) che si svolgono in strada richiamando sempre moltissima gente e dove la competizione vale solo per i top runner cioè una percentuale bassissima rispetto a tutti gli altri; sono eventi secondo me “socialmente aggreganti” e quindi minarne la serenità e la gioiosità di chi vi partecipa significa limitare ancora di più la libertà di ogni individuo, la nostra.

Alla prossima.

By Levysoro

Trying to be photographer, traveller, runner, father, husband, worker, blogger... but not at the same time!
I love music, travelling, my wife and my son (who pushed me to try this adventure...)

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