FUNSide – Sport | Ravenna: sopravvissuto, ma adesso è tempo di curarsi…

Ciao a tutti.

Domenica ho corso la nona edizione della

Maratona Internazionale Ravenna Città d’arte

ma come avrete dedotto dal titolo del post non è andata proprio splendidamente. Beh, adesso ve lo racconto.

Puntualissimi alle 9.30 partiamo… tutti insieme e cioè i corridori di tutte le distanze previste: 10, 21, 30 e 42 Km. Il circuito si snoda per le vie della città ma la larghezza ridotta dei passaggi e il numero elevato dei partecipanti impedisce di avere un’andatura costante; inoltre le curve sono molto strette e anche questo è motivo di rallentamenti.

Come se non bastasse il cielo è nuvoloso ma l’umidità altissima e già dopo un paio di km sono già grondante sudore. Cominciamo bene…

Durante questo primo passaggio sono io che mi accorgo dei miei due super tifosi Sandra e Daniele prima che loro mi vedano e quando li saluto quasi si spaventano dalla sorpresa e poi tutti e tre scoppiamo a ridere.

Il primo giro in pieno centro storico si conclude dopo 10 km e così salutiamo i primi corridori che fermandosi liberano un po’ di spazio per evitare “code” o rallentamenti durante la corsa. Già durante questo primo giro si affrontano diversi tipi di fondo stradale: asfalto, lastricato romano, porfido, sterrato e addirittura piastrelle, poste al centro di alcune vie del centro per “facilitare” la passeggiata ma per “difficilare” (bello ‘sto termine, eh?) il passo dei corridori.

Il secondo giro non si differenzia tanto dal primo e devo ammettere che ci sono diversi passaggi che sembrano degli elastici in quanto i runner in alcuni punti quasi si affiancano ed è disarmante per chi è dietro; al 17esimo km però mio figlio mi affianca per un centinaio di metri circa e dopo avermi ragguagliato sulla mia andatura più lenta rispetto alle previsioni (ovviamente, ma di poco però…) si ferma dopo avermi dato un “cinque” di augurio.

La vera maratona però inizia dopo il secondo giro e cioè intorno al 22esimo km in quanto rimaniamo solo noi maratoneti e quelli della 30km; si esce dalla città e si va verso Marina di Ravenna. Da quel momento la maratona è praticamente una corsa solitaria in quanto c’è pochissimo pubblico ma i passaggi sono lunghissimi e drittissimi.

Dal 25esimo km in poi il percorso di trasforma in due rettilinei quasi affiancati lunghi circa 7.5 km (sì, un altro elastico…) dove ognuno deve arrangiarsi. Dopo un primo momento di smarrimento per la distanza lunghissima penso a quante volte ho percorso il Ponte della Libertà in occasione della Maratona di Venezia e quindi mi concentro solo sulla corsa senza preoccuparmi del “giro di boa”.

Purtroppo però non sono solo durante questo passaggio: oltre ai miei due super-tifosi fa capolino il primo dolorino all’adduttore ma come Murakami insegna ascolto il mio corpo, rallento leggermente (ancora più piano?!) fino a quando non stabilizzo l’andatura alla modalità “pain-free”.

I gel che mi sono portato fanno il loro dovere e mi sostengono nei ristori ad ogni dieci km ma il sole che è apparso intorno al 21esimo km fa aumentare il caldo e la fatica.

Supero senza grossi problemi il 30esimo km e la boa virtuale posta la 32esimo che segna l’inizio dell’ultimo tratto di gara che ci farà tornare in città verso il traguardo; mi sento abbastanza bene ma so che il mio allenamento precario e lo stato di salute altrettanto precario non mi porterà troppo lontano.

Dopo il 33esimo km comincio a sentire sempre più la fatica e non riesco a mantenere un’andatura costante ma comunque arrivo in qualche modo al ristoro dei 35km dove sfrutto l’ultimo gel e mi preparo agli ultimi chilometri.

Al 37esimo un aiuto insperato: Sandra e Daniele mi sono venuti incontro e mi affiancano come due caccia a scorta dell’Air Force One presidenziale correndo con me per un centinaio di metri circa: questo mi carica per gli ultimi cinque chilometri e provoca anche un po’ d’invidia per il runner che mi supera mentre sono con loro.

Ci salutiamo e ci diamo appuntamento al traguardo e io per l’ultima volta giro intorno al mausoleo di Teodorico e dove all’ultimo ristoro cerco di sostenere un runner che sta imprecando perché è quasi rassegnato al fatto che i pacer delle 4 ore ci raggiungeranno. Prima della sua affermazione non mi ero mai preoccupato del tempo ma non pensavo veramente di essere così lento: mi giro e vedo dalla parte opposta del percorso i pacer che distano quindi da me e dal mio compagno momentaneo di sventura solo 600 metri.

Bevo l’ultimo sorso d’acqua e poi riprendo a correre senza più voltarmi indietro perché non voglio assolutamente arrivare oltre le quattro ore visto che l’ho fatto solo la prima volta che ho corso una maratona.

Una serie di curve e finalmente arrivo all’ultimo rettilineo, anche questo lungo oltre 500 metri ma il traguardo in fondo alla via mi fa venire voglia di spingere un po’ più forte ed arrivare sotto le 4 ore, per la precisione 3h59m02s ma con un realtime di 3h57m25s.

Negli ultimi due chilometri ho temuto che gli adduttori saltassero e come un elastico mi arrivassero in gola mentre nello scatto finale anche il polpaccio volevo farsi sentire con un leggero crampo. Per fortuna il tutto rientra e finalmente chiudo questa gara scoppiando in lacrime pensando a mia mamma che stavolta si è guardata la maratona dall’alto, assieme a mio papà.

La medaglia è bellissima ma ancora più bello l’abbraccio di mio figlio e il bacio di mia moglie che mi sono vicini anche in questo momento misto di gioia e un po’ di tristezza pensando ai miei genitori.

Sono fortunatamente sopravvissuto a questa gara ma adesso devo pensare seriamente a ristabilirmi se voglio che le prossime gare siano faticose ma non dolorose perché il bello di questo sport è divertirsi anche quando si fa fatica. Quindi adesso è il momento di curare questi acciacchi che mi hanno perseguitato per troppo tempo. Ma tornerò presto, statene certi.

Alla prossima.

7 pensieri su “FUNSide – Sport | Ravenna: sopravvissuto, ma adesso è tempo di curarsi…

  1. Bravissimo Lumino, sinceramente io non avrei scommesso un centesimo per un tempo sotto le 4 ore, considerando appunto la preparazione e acciacchi vari. Io al tuo posto non l’avrei neanche finita, sarei scoppiato. Hai dimostrato di avere una volontà e una tempra di acciaio, per cui complimenti al nostro Lumino d’acciaio, anzi al nostro IRON LITTLE LIGHT (nuovo super eroe Marvel)🙂🙂🙂.
    A presto, ciao!

    Mek

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    1. Grazie Mek, troppo buono.
      Anche tu l’avresti finita perché se conosco bene i miei compagni corsari nessuno molla, mai!
      Comunque adesso dovrò pensare ad un costume per il supereroe…
      A presto,
      Lumino

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  2. Ciao Luca/Lumino,
    leggere i tuoi articoli è sempre uno spasso, un divertimento e talvolta mi è scesa anche la lacrimuccia…vedi l’articolo di Qd6!!!
    Innanzitutto complimenti per la Maratona…davvero una bellissima prestazione!!
    La tua famiglia è il tuo valore aggiunto, sono le tue ali per arrivare sempre al traguardo…
    Ora guarisci presto, rimettiti in pista velocemente e poi organizziamo una bella uscita con tutto il gruppo di Qd6…
    Smack a tutti

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