FUNSide – Sport: Sunday afternoon in the park

Dopo le fatiche della Maratonina dei Dogi di domenica mi sono concesso un pomeriggio di relax anche perché il mio nervo sciatico era un po’… “nervoso” sia per lo sforzo della corsa scorsa che per l’ultima uscita di venerdì e quindi siamo andati in bicicletta al Parco di San Giuliano.

Questo parco compirà dieci anni l’8 maggio prossimo ed è un’area di circa 700 ettari distribuiti tra terra ed acqua che unisce Venezia e la terraferma.

A fare i “romantici” si potrebbe dire che il parco, come l’araba Fenice ed il teatro è nato dalle ceneri in quanto dove sorge c’era una discarica di rifiuti industriali; con questo non voglio dire che la zona sia pericolosa perché l’opera di bonifica e di riqualificazione è stata puntuale e precisa però…

A parte gli scherzi il parco si inserisce in un piano di riqualificazione ambientale faunistica e fioristica di una zona del territorio veneziano che negli ultimi anni aveva subito un degrado notevole.

Ma Il progetto del parco nasce ben prima del 2004, nel lontano 1990 quando viene indetto un concorso internazionale vinto dall’architetto italiano (che però lavora a Boston) Antonio di Mambro e il parco vede iniziare i primi lavori intorno al 1996.

La sua presentazione ufficiale avviene nel 2003 ma come spesso succede dopo tre giorni di apertura al pubblico la struttura viene chiusa per essere definitivamente riaperta l’8 maggio 2004.

Dopo questo passaggio alla Alberto Angela torniamo al motivo di questo post.

Questo parco mi affascina per diversi motivi: primo di tutti la dimostrazione che anche Mestre è una città sull’acqua, nel suo piccolo, in quanto la fine del parco ha una sua darsena dove ci sono diverse società remiere e da lì si vedere Venezia.

La parte di terraferma è l’ideale per noi runner per la sua conformazione variegata con lunghi rettilinei ma anche una splendida collinetta, utile per fare qualche ripetuta in saliscendi, in un percorso di circa 4 km.

Da diversi anni inoltre il Parco è parte del percorso della Venice Marathon  in un momento molto particolare perché quando si supera il ponte strallato posto verso la fine di Viale San Marco per entrare la parco si è già intorno al 30esimo km e tutti i runner sanno che è lì che si trova il fatidico “muro”: uscire dal parco ancora integri significa superare questo muro e quindi poter puntare fiduciosi verso il traguardo di Riva Sette Martiri.

Il parco è comunque un luogo di incontro per tutti: mestrini, veneziani, italiani, stranieri; chiunque insomma vuole rilassarsi un po’ viene qui: c’è chi va in giro in bicicletta, chi fa volare il suo aquilone, chi si ferma per bere qualcosa al bar o chi soltanto sta disteso sull’erba a chiacchierare… Insomma il parco è “social” e soprattutto per questo mi piace.

Io mi sono divertito a fare qualche foto e voglio proporvele senza alcuna velleità professionale ma solo per testimoniare e condividere con voi la bellezza di questo posto.

Alla prossima.

PS: Ah, dimenticavo che ho scelto come titolo “Sunday afternoon in the park” perchè guardando le foto e pensando alla gita mi è venuta in mente l’omonima canzone dei Van Halen dall’album “Fair Warning”… la solita sinapsi impazzita…

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