FUNSide – Sport: Cortina-Dobbiaco 2011

Si è disputata Domenica la 12esima edizione della Cortina-Dobbiaco Run, gara di 30 km su un tracciato misto che collega appunto le due città attraverso la vecchia ferrovia.

Il “Coach” Claudio ha vinto la classifica “particolare” del gruppo di “quelli delle sei” regolando gli altri componenti con un perentorio 2h26m53s e riconfermando la buona prestazione dello scorso anno; successivamente sono giunti al traguardo Mac, Lumino (io) e Caveo; questi i risultati con il tempo ufficiale (OT) e il real-time del chip (RT):

  1. Claudio “Coach” 2h30m24s (OT) – 2h26m53s (RT)
  2. Massimo “Mac” 2h33m09s (OT) – 2h29m36s (RT)
  3. Luca “Lumino” 2h38m53s (OT) – 2h35m20s (RT)
  4. Marco “Caveo” 2h58m58s (OT) – 2h55m26s (RT)

Complimenti a Mac che ha dato del filo da torcere al Coach e a Caveo che anche se leggermente sotto le sue aspettative porta a casa un buon risultato. Per quanto mi riguarda sono soddisfatto visto che il numero degli allenamenti è drasticamente calato per cause di forza maggiore.

Unica nota dolente la mancata partecipazione di Maurizio che, rientrato in attività dopo un serio infortunio, si è accontentato della non-competitiva di 11.5 km con partenza dal lago di Landro. Non è mancato però da parte sua l’incitamento negli utlimi metri del percorso verso tutti gli altri componenti del gruppo che hanno così avuto la spinta finale per tagliare il traguardo.

Di seguito alcuni momenti del weekend sportivo:

Sabato – Organizzazione curata dal Coach che ha messo a disposizione il suo camper e ha delegato Mac per ritirare tutti i pettorali, già a Dobbiaco con la famiglia da venerdì e Maurizio per l’approvvigionamento della cambusa e la fornitura del supporto tecnologico con il suo I-Pad.

Viaggio bellissimo perchè la velocità di crociera del Coach ha permesso agli altri membri dell’equipaggio di godere del panorama per tutta la strada fino a Dobbiaco; una volta arrivati a destinazione in tarda serata è avvenuto l’incontro con Mac e famiglia per la consegna dei pettorali.

In serata consumato un pasto da sportivi ricco di carboidrati e poi molto presto (23.45) si sono spente le luci per un adeguato sonno pre-gara.

Domenica – sveglia ore 5.30, colazione abbondante per accumulare ancora un po’ di energie, preparazione della borsa e poi via a Cortina.

Un forte temporale ha disturbato il riscaldamento ma poi alla partenza solo due gocce di pioggia che si sono ripresentate intorno al 27esimo chilometro mentre durante la corsa il tempo è sempre stato coperto con uno sprazzo di sole verso Cima Banche, giusto per accaldare i concorrenti nel punto più alto della gara; in ogni caso un percorso immerso tra le montagne e molto suggestivo anche per i passaggi nelle gallerie della vecchia ferrovia e l’attraversamento di un paio di letti di fiumi sopra ponti altissimi.

Al termine della corsa festeggiamenti anche con la famiglia di Mac per i risultati ottenuti e ritorno al “camper base” per una doccia rilassante ed un pasto rigenerante, brindando con birra a volontà; poi il ritorno a casa a gran velocità per riabbracciare i familiari in trepidante attesa.

Il vero protagonista di questo weekend è stato per me Maurizio, unitosi al gruppo a metà settimana solo per vivere l’atmosfera della corsa; durante il viaggio i suoi racconti di vita e l’esternazione della sua filosofia – in termini alimentare e sportivo – oltre a farmi sorridere mi hanno fatto riflettere su come anche a cinquant’anni si possa effettivamente coltivare il “bambino” nell’animo.

Il fatto che lui poi dichiaramente soffrisse per non poter partecipare alla gara “vera” con tutto il contorno (la medaglia non ricevuta, il pacco gara meno consistente di quello “ufficiale”, la mancata pubblicazione della classifica relativa alla corsa non competitiva) e le sue preoccupazioni su come affrontare la gara (abbigliamento, percorso, ritmo gara, ristori) hanno fatto dichiarare anche agli altri come certi momenti anche se possono sembrare “leggeri” vengono vissuti intensamente perchè importanti: in fondo si fa tutto questo per un’appagamento esclusivamente personale.

Forse un punto di vista “esterno” ha dato importanza a dei momenti che possono sembrare ordinari, normali.

Grazie a Maurizio per il supporto morale, a Massimo e famiglia per la disponibilità e a tutti per la splendida gita.