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Sensazioni di corsa, sensazioni ritrovate

Ciao a tutti.

MyRunningShoes

Con questa foto ho voluto omaggiare le mie scarpe che oggi mi hanno fatto riprovare sensazioni dimenticate.

Sono tornato a correre alla “Corsa di San Michele” a Quarto d’Altino, un mese dopo il mio doppio infortunio che mi ha costretto a rinunciare all’edizione numero 30 della Venice Marathon, una gara alla quale sono sentimentalmente legato.

Oggi c’erano 4 percorsi: 2, 5, 9 e 19 km.

Siccome il mio polpaccio inviava strani segnali, come un avvertimento a non strafare appena rientrato in pista, ho scelto la distanza dei 9 km, anche se il percorso da 19 è molto bello perchè si corre lungo l’argine del Sile.

E così, accompagnato come al solito dal Coach, ci siamo divertiti a dire stupidaggini durante tutto il percorso, mentre il sole caldo faceva da contraltare all’aria frizzante del mattino.

La gara in sé non aveva niente di importante; importante è stato ritrovare tutte le persone che solitamente gravitano intorno a una corsa: persone che conosci e che ti chiedono come stai, contenti di rivederti in pista; amici che ti prendono in giro perchè faccio la distanza corta, “da veci” (come si dice dalle nostre parti).

Ma altrettanto bello è stato rivedere tutte quelle persone che non conosco direttamente ma che come me hanno questa passione. Una passione che coinvolge tantissima gente, anche se quando corri sei solo con te stesso.

“Correre è una filosofia” titola il suo libro Gaia de Pascale, che si definisce “…tapascia sempre più spesso…” nel suo profilo Twitter e alla quale ho “rubato” un pezzo della copertina per la “copertina” di questo post; tutte le persone che ho incontrato oggi abbracciano questa splendida filosofia. La pensate come me, vero?

Sensazioni di corsa, sensazioni ritrovate.

Alla prossima.

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Prima o poi doveva succedere…

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Ciao a tutti.

Purtroppo oggi è una giornata più da dimenticare che da ricordare per me.

Prima o poi doveva accadere che mi infortunassi, ed è capitato proprio a tre settimane dall’edizione n. 30 della Venice Marathon

Due giovedì fa, alla seconda ripetuta con Mek di 2 km fatta a 4.30 circa (ah, però…) ho sentito un dolorino al polpaccio sinistro; stringendo i denti, ho fatto anche la terza ripetuta ma, tornando a casa, facevo fatica a camminare bene.

Domenica, dopo aver riposato per tre giorni, ho deciso di fare il “lunghissimo” (30 km circa) che non avevo ancora fatto; dopo esattamente 2.88 km ho fatto dietrofront e sono tornato a casa camminando, anzi, zoppicando.

Lunedì, per iniziare la settimana in bellezza, scendendo le scale in ufficio ho sentito uno schiocco fortissimo all’altezza del tendine e l’appoggio della gamba sinistra è “scomparso”. Sono arrivato a casa con un po’ di fatica nel premere la frizione dell’auto per cambiare.

A questo punto ho chiesto a “Efisio el fisio”, il mio fisioterapista di fiducia Luca, di dare un’occhiata alla mia gamba sinistra per un consulto.

La diagnosi è stata impietosa: almeno tre settimane di stop assoluto perché

“…hai un’infiammazione al tendine d’Achille e una contrattura ai gemelli del polpaccio…”

In pratica, la versione del terzo millennio di Enrico Toti.

Dopo una settimana passata a zoppicare, con la gamba sinistra avvolta da nastri di dubbia colorazione (rossonera, per intenderci) per sostenere i muscoli, ho deciso di rinunciare a correre la Maratona e posticipare la mia iscrizione all’edizione del 2016.

Sono cose che possono capitare a chi pratica sport: a me non era mai capitato e quindi Murphy, del quale tutti conoscono la legge, si è fatto vivo per ricordarmi che non sono invulnerabile.

Per fortuna che ho fatto i corsi di Mindfulness (meditazione) e sto leggendo dei libri su come superare situazione di stress… Beh, dopo aver deciso di non correre qualche moccolo l’ho “pensato”; poi però mi sono preoccupato solo di guarire perché voglio tornare a correre presto.

Per allietare le mie sofferenze oggi ho guardato la classifica della maratona di Chicago e ho scoperto, con grande gioia, che il mio amico e super-runner Alessio ha completato la maratona in 2h54m05s, un campione! A lui vanno tutti i miei complimenti perché se li merita.

Grande Alessio!

A me non resta che guarire e riprendere gli allenamenti, prima o poi; nel frattempo… faccio foto, leggo libri…

Alla prossima.

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FUNSide – Sport | Quelli delle 6… On the road again!

Ciao a tutti.

Domenica scorsa si è corsa la 29esima edizione della Maratona di Venezia in realtà un po’ sottotono come tempi rispetto alle passate edizioni ma comunque sempre una bella corsa.

Gli altri anni solitamente il martedì successivo alla gara tutti rimanevano a letto per godersi il meritato riposo dopo le fatiche; ma quest’anno non avendo partecipato alla maratona io, il Coach e Mek ci siamo dati il solito appuntamento per correre ma, “sorpresa delle sei” è apparso chi mancava da un sacco di tempo…

El Cogo! Noi tre abbiamo riso e come se non fosse mai passato il tempo abbiamo iniziato subito a prenderlo in giro ricordando quando sbagliava strada durante le gare o gli orari del ritrovo mattutino.

Continuando a correre ci domandavamo se ci fossero stati anche FrecciaRosa e Caveo avremmo fatto l’en-plein ma già sapevamo che lei purtroppo mentre noi correvamo era già per strada o meglio, per mare per andare a lavorare.

Ma dopo il sottopasso del Passante (quello di Mestre, con la P maiuscola) all’orizzonte ancora in chiaroscuro abbiamo intravisto una figura correre e abbiamo subito pensato a Caveo anche se non ne eravamo sicurissimi.

Abbiamo cominciato a chiamarlo gridando il suo nome (alle sei e mezzo del mattino!) ma “il corridore misterioso” non si girava anche se noi più ci avvicinavamo più eravamo convinti che fosse lui.

Finalmente il “fuggitivo” si gira e torna indietro verso di noi ed era proprio Caveo! Alla domanda “Perché non ti sei fermato” la risposta è stata la battuta più divertente della mattina: “Perché voi correte troppo forte e io non ce la faccio!” Dopo aver riso tutti quanti abbiamo ripreso a correre come se niente fosse e Caveo si è dovuto adeguare al nostro ritmo ma non si è lamentato ed è addirittura arrivato a casa aumentando il ritmo nell’ultimo tratto.

Dopo l’ennesima battuta “Ohi, neanche i Genesis hanno fatto una reunion così” il pensiero è andato a FrecciaRosa, l’unica assente che sicuramente avrebbe voluto essere con noi; poi siamo tutti tornati a casa e mi sono reso conto che mentre correvo da solo nell’ultimo tratto verso la meritata doccia avevo un sorriso ebete stampato sul viso.

Solo a casa ho guardato il cronometro e mi sono reso conto di aver fatto fatta più strada del solito e in un tempo minore del solito, merito sicuramente della compagnia.

Alla prossima.