Prima o poi doveva succedere…

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Ciao a tutti.

Purtroppo oggi è una giornata più da dimenticare che da ricordare per me.

Prima o poi doveva accadere che mi infortunassi, ed è capitato proprio a tre settimane dall’edizione n. 30 della Venice Marathon

Due giovedì fa, alla seconda ripetuta con Mek di 2 km fatta a 4.30 circa (ah, però…) ho sentito un dolorino al polpaccio sinistro; stringendo i denti, ho fatto anche la terza ripetuta ma, tornando a casa, facevo fatica a camminare bene.

Domenica, dopo aver riposato per tre giorni, ho deciso di fare il “lunghissimo” (30 km circa) che non avevo ancora fatto; dopo esattamente 2.88 km ho fatto dietrofront e sono tornato a casa camminando, anzi, zoppicando.

Lunedì, per iniziare la settimana in bellezza, scendendo le scale in ufficio ho sentito uno schiocco fortissimo all’altezza del tendine e l’appoggio della gamba sinistra è “scomparso”. Sono arrivato a casa con un po’ di fatica nel premere la frizione dell’auto per cambiare.

A questo punto ho chiesto a “Efisio el fisio”, il mio fisioterapista di fiducia Luca, di dare un’occhiata alla mia gamba sinistra per un consulto.

La diagnosi è stata impietosa: almeno tre settimane di stop assoluto perché

“…hai un’infiammazione al tendine d’Achille e una contrattura ai gemelli del polpaccio…”

In pratica, la versione del terzo millennio di Enrico Toti.

Dopo una settimana passata a zoppicare, con la gamba sinistra avvolta da nastri di dubbia colorazione (rossonera, per intenderci) per sostenere i muscoli, ho deciso di rinunciare a correre la Maratona e posticipare la mia iscrizione all’edizione del 2016.

Sono cose che possono capitare a chi pratica sport: a me non era mai capitato e quindi Murphy, del quale tutti conoscono la legge, si è fatto vivo per ricordarmi che non sono invulnerabile.

Per fortuna che ho fatto i corsi di Mindfulness (meditazione) e sto leggendo dei libri su come superare situazione di stress… Beh, dopo aver deciso di non correre qualche moccolo l’ho “pensato”; poi però mi sono preoccupato solo di guarire perché voglio tornare a correre presto.

Per allietare le mie sofferenze oggi ho guardato la classifica della maratona di Chicago e ho scoperto, con grande gioia, che il mio amico e super-runner Alessio ha completato la maratona in 2h54m05s, un campione! A lui vanno tutti i miei complimenti perché se li merita.

Grande Alessio!

A me non resta che guarire e riprendere gli allenamenti, prima o poi; nel frattempo… faccio foto, leggo libri…

Alla prossima.