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Natale si avvicina, l’anno nuovo pure. Un regalo che vale per due, anzi tre.

Ciao a tutti.

Siamo agli sgoccioli del 2018: Natale si avvicina, l’anno nuovo pure.

In questo periodo la gente si affanna ad acquistare gli ultimi regali; io invece devo ancora comprare i primi, anche se nel mio cervello si è già accesa e sta lampeggiando la spia che mi ricorda che siamo quasi fuori tempo massimo. Sono i regali per due persone molto speciali, ma devo ancora decidermi a prenderli.

Non che fino ad oggi sia rimasto con le mani in mano a girarmi i pollici, anche se sono in pausa dall’attività motoria causato dai problemini fisici che vi ho raccontato un po’ di tempo fa in questo post; in realtà mi sono dedicato a riordinare l’archivio fotografico, che chi mi conosce bene sa essere molto vasto.

Come sapete la fotografia è la componente principale del mio progetto “artistico”, anche questo descritto inizialmente in questo post e successivamente ripreso in altri due momenti successivi:

Ed è proprio Londra che mi ha dato lo spunto per proporre a voi un regalo che voi potete fare ai vostri amici, parenti, amori, colleghi o a chi volete: un regalo che vale per due, anzi tre.

Sto parlando di un calendario per il 2019, anzi, del calendario da tavolo 2019 con le mie fotografie scattate a Londra.

Perché questo regalo vale per due, anzi tre? Semplice, per altrettanti tre motivi:

  1. È un regalo utile
  2. Dura almeno un anno (anzi di più, fino a gennaio 2020)
  3. Lo potete consegnare anche se siete in ritardo con i regali perchè è valido dall’inizio dell’anno prossimo

A Natale non si possono raccontare le bugie; allora devo essere sincero e dichiararvi che il motivo più importante è che acquistando il calendario contribuirete a sostenere la mia passione per la fotografia. Dopo l’attività promozionale dei segnalibri devo ottenere dei finanziamenti per progetti fotografici più importanti artisticamente e impegnativi economicamente.

A Natale non siamo tutti più buoni? E allora, scrivetemi per richiedere il vostro calendario del 2019.

Anch’io sono più buono in questo periodo e quindi vi presento in anteprima le immagini che compongono il calendario.

E visto che la Festa con la F maiuscola si avvicina, vi faccio i miei migliori auguri di Buone Feste e di un felice 2019.

Alla prossima.

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London learning, un altro mattone per costruire il piano B

Ciao a tutti.

London Calling è il titolo del fantastico doppio album che i Clash pubblicarono nel 1979 e che permise loro di conquistare il mercato discografico statunitense.

La foto di copertina di Pennie Smith nel 2002 ottenne il riconoscimento di miglior fotografia rock di tutti i tempi dalla rivista Q Magazine.

Ho parafrasato il titolo dell’album perché sto continuando la costruzione del mio piano B e qualche settimana fa sono stato a Londra proprio per quello, oltre che per altri motivi che descriverò in un prossimo post.

Curiosi? No? Beh, io ve lo racconto lo stesso.

Domenica 2 settembre, alle 8.30 del mattino, io e altri tre “studenti” ci siamo dati appuntamento al Cake Hole Cafè @ Vintage Heaven in Columbia Road, a Londra. Lì abbiamo incontrato Tom Bourdon, un fotografo professionista che per tutta la mattina ci ha portato in giro per un workshop fotografico tra Columbia Road e Brick Lane.

La Domenica mattina di Columbia Road è animata dal mercato dei fiori, Questo mercato ha origini molto lontane nel tempo – nel 1869 – come mercato generale coperto per dedicarsi esclusivamente alla vendita domenicale dei fiori dal 1960. Dal punto di vista fotografico la strada è interessantissima, prima di tutto per i colori che caratterizzano i fiori ma anche per le persone che stanno da entrambe le parti delle bancarelle. Dopo alcune indicazioni date da Tom abbiamo percorso in lungo e in largo la strada cercando di catturare qualche istante di vita di quell’angolo della città, tra lo sguardo incredulo di qualche turista e quello un po’ infastidito di qualche venditore che non gradiva molto essere fotografato. Il sole ancora “in salita” ci ha permesso di scattare foto interessanti giocando con le luci e le ombre, soprattutto dopo i consigli forniti da Tom.

Dopo un paio d’ore passate a segnare il solco in Columbia Road ci siamo trasferiti in Brick Lane, che per l’alta concentrazione di popolazione proveniente dalle zone a sud dell’Asia è stata ri-battezzata Bangla Town. Se Columbia Road è famosa per il mercato dei fiori Brick Lane è conosciuta nel mondo per le opere di Street Art che tappezzano quasi ogni centimetro quadrato dei muri lungo la strada, dove anche Banksy ha lasciato il suo inconfondibile segno. E come per i fiori i colori sono dominanti nella street-art; mescolarli con le persone che la domenica mattina assaggiano lo street-food proveniente da ogni parte del mondo. Anche qui Tom ha dispensato consigli fotografici e non solo, visto che strade così trafficate sono terra di conquista per i “pickpockets”, i borseggiatori.

All’ora di pranzo, purtroppo, ho abbandonato il “gruppo di studio” e il maestro. Ho dovuto perciò salutare Tom, Denis, Limor e Charlotte (i miei compagni di classe) per raggiungere Victoria Station e assieme a mia moglie e mio figlio proseguire verso Heathrow dove un aereo ci avrebbe riportato a casa.

Al ritorno a casa, come ogni bravo studente, ho consegnato le foto che io ritenevo migliori a Tom, che ha apprezzato l’impegno e la messa in pratica dei suoi consigli . Lo sottopongo anche al vostro giudizio, sperando almeno nella sufficienza.

Alla prossima.

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FUNSide | Photo: Beh, cosa guardi?

Ciao a tutti.

Non smetterò mai di portare con me la reflex quando posso perché ogni giorno può riservare delle sorprese “fotografiche”. E’ vero che nell’ultimo post della categoria “photo”, “The Calling” avevo usato il cellulare ma diciamo che quando sono in giro è un piacere portare la borsa dell’attrezzatura fotografica e il più delle volte sono “vive e vibranti soddisfazioni”, tanto per citare l’ormai ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il suo alter ego comico, Maurizio Crozza.

E lunedì scorso infatti sono stato nuovamente fortunato perché mentre mi recavo in ufficio approcciando uno “stop” un gregge numerosissimo di pecore ha attirato la mia attenzione. Mentre facevo la curva osservando le pecore il mio sguardo ha incrociato quello di un asino (o mulo… boh?) che assieme ai suoi compagni mi ha guardato come se volesse dire “…Beh, cosa guardi? Mai visto un gregge in transumanza? Vai…”

Le loro espressioni erano troppo divertenti e allora ho accostato l’auto, “caricato” la reflex e “sparato” due scatti due agli animali.

Che poi ogni giorno da quelle parti passo per un paese che in una rotonda ha addirittura una scultura/fontana con la scritta che recita “Pozzoleone, paese della transumanza” quindi niente di più ordinario vedere un branco di animali di passaggio.

Quello che conta per me è comunque “…Un altro giorno, un’altra foto.”

Alla prossima.

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