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PROSide | Books: Cambiamo tutto! di Riccardo Luna

Ciao a tutti.

cambiamotuttoIl libro che ho appena finito di leggere è un inno alla rivoluzione atipica perché silenziosa, anzi no rumorosa; questo rumore però è quasi difficile da sentire se non impercettibile perché corrisponde al ronzio di un hard-disk a alla pressione dei tasti di un pc.

E’ quello che ho “sentito” leggendo questo libro, dove la tecnologia che supporta l’innovazione è il leit motiv di questa rivoluzione e Internet ne è “arma di costruzione di massa”.

I paladini di questo movimento sono gli innovatori, di qualsiasi tipo. Persone che hanno smesso di cercare un lavoro e se lo sono inventato in casa; artigiani digitali che con una stampante in 3D si costruiscono gli oggetti per la loro attività o innovatori sociali che cercano di cambiare le istituzioni.

Persone che non aspettano che il mondo cambi ma vogliono cambiarlo loro. Alla base di tutto questo, oltre alla tecnologia, c’è l’impegno, la passione la volontà ma soprattutto la conoscenza e lo studio, risorsa fondamentale per “questa” rivoluzione.

Riccardo Luna, autore del libro, racconta le storie di queste persone con tale passione e in modo così coinvolgente che ti viene voglia di andare a cercare questi innovatori per conoscerli di persona e sentire dalle loro voci i motivi che li spingono a portare avanti la loro rivoluzione e che ti fa pensare che si può cambiare questo mondo.

Il libro è uscito un anno fa ma continua a essere attuale perché purtroppo la crisi che sta fiaccando la nostra resistenza non accenna a diminuire anche se i numeri di questa rivoluzione sono importanti ma purtroppo non entrano nelle statistiche.

Un libro “social” perché la rivoluzione si fa insieme, condividendo le idee e collaborando per la loro realizzazione.

Alla prossima.

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PROSide | Books: Per me, numero 1, di Dan Peterson e Dino Ruta

Ciao a tutti.

Finalmente torno a scrivere qualcosa di mio dopo aver condiviso con voi i Diari Di Daniele da Valencia dei quali abbiamo da poco letto l’epilogo.

Io invece vi scrivo dell’ultimo libro che ho letto:

Per me numero 1, di Dan Peterson e Dino Ruta

Ho inserito questo libro nella sezione “Proside” perché i racconti della vita di Dan Peterson come allenatore, dai suoi inizi a 13 anni fino al suo ritiro nel 1987 sono stati analizzati da Dino Ruta, un professore che si occupa di Gestione Risorse Umane.

Dall’analisi di Ruta si evince che Peterson è un Coach a tutto tondo perché oltre alla competenza tecnica e conoscenza del gioco in tutte le sue sfaccettature è dotato di una leadership quasi “naturale” che gli ha permesso di raggiungere i successi che tutti conoscono creando dei veri “gruppi di lavoro” con le sue squadre, motivando tutti i giocatori dal primo all’ultimo ma soprattutto non smettendo mai di chiedere consigli e collaborazione ad altre persone, coinvolgendoli quindi in momenti decisivi e dando loro fiducia.

I capitoli nei quali Peterson si racconta sono molto intensi per la passione che si percepisce scorrere nelle vene di questo “piccolo grande uomo” unita alla sua incredibile sete di conoscenza.

E’ un libro altresì interessante perché oltre alla scheda “tecnica” di Ruta ci sono anche “schemi di allenamento” utili al lettore per aiutarlo nella crescita o ricerca della propria leadership; tutto condito da una corposa bibliografia di riferimento per ogni capitolo.

Un libro “alternativo” per “allenarsi da leader”, come è citato nel sottotitolo, che sicuramente ogni “manager” innamorato del basket leggerà per unire l’utile al dilettevole.

Alla prossima.

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PROSide – Books: Pensare Freakonomics

Ciao a tutti.

In questo periodo di crisi che purtroppo dura da un po’ troppo tempo osservare la situazione da un punto di vista non convenzionale può essere utile per cercare di trovare una soluzione alternativa; per questo motivo oggi vi parlo dell’ultimo libro che ho letto:

Pensare Freakonomics, di Stephen J. Dubner & Steven J. Levitt

In realtà questo libro NON è un saggio di economia ma può essere utilizzato come linea guida per affrontare i problemi applicando uno schema “controintuitivo”, come viene definito all’interno del libro.

Anche se come ripeto non è un saggio economico gli esempi riportati a mio avviso più eclatanti sono legati proprio al business.

La declinazione più “naturale” del pensiero Freakonomics è “andare oltre” cioè cercare di non fermarsi durante le riflessioni o le analisi ai punti di vista e già l’indice da delle indicazioni interessanti su come “interpretare” questo libro:

  • Pensare come un bambino, in modo da non essere fuorviati da preconcetti, pregiudizi o ragionamenti legati al modo di pensare “da grandi” e cioè secondo schemi predefiniti.
  • Imparare a dire “non lo so”, spesso rispondere in questo modo ad una domanda aggiungendo però subito dopo “ma posso informarmi” non ci mette in cattiva luce ma dimostra la nostra onestà, sincerità e la volontà di imparare  per poter essere pronti a rispondere in seguito.
  • Imparare a “mollare tutto”: significa capire il più fretta possibile quando è il momento di abbandonare un progetto senza considerare il fallimento come tale ma come un risparmio di tempo e denaro su un progetto che non sarebbe stato vincente.
  • Cercare di risolvere prima i problemi piccoli, aktrimenti non riuscirai mai a risolvere quelli grandi

Ci sono tanti altri esempi che tra il serio ed il faceto spiegano il pensiero “Freakonomics” e ritengo questo libro una lettura interessante anche solo per affrontare i problemi in modo diverso.

Di questi due autori avevo già letto “Freakonomics” e devo dire che si potrebbe accostare questo libro ad un altro già “recensito” e cioè “Strategia Oceano Blu” che propone opportunità di business secondo modalità non ancora esplorate ma su mercati già esisteni, solo suggerendo di osservarli da un altro punto di vista.

Se volete saperne di più sui due autori e sulle loro pubblicazioni visitate il sito freakonomics.com, c’è sicuramente da imparare ma divertendosi.

Un libro “impegnato” da leggere durante le ferie per darsi un tono da manager “figo” e prepararsi al ritorno al lavoro con qualche idea in testa, “freak” ovviamente.

Alla prossima