Pasquetta con i Beach Cowboys, ovvero quattro pazzi scatenati in acqua

Ciao a tutti.

Vi ricordate “Space Cowboys”, il film con Clint Eastwood, James Garner, Tommy Lee Jones e Donald Sutherland? Beh, quando ho guardato la foto che ci hanno fatto mi è venuto subito in mente quel film, anche se per noi è più giusto parlare di “Beach Cowboys”, vista la “location”.

Ci sono alcune similitudini con quel film:

  • Siamo in quattro, come i protagonisti principali della pellicola
  • Ripetiamo alcuni gesti da anni ma sempre con lo stesso entusiasmo, o pazzia
  • Facciamo delle cose che forse dovremmo lasciar fare a chi effettivamente è più giovane di noi, anche perché hanno un coefficiente di pericolosità direttamente proporzionale all’età
  • Abbiamo un tasso di incoscienza come se avessimo veramente trent’anni di meno

In effetti fare il bagno il 2 di aprile con temperatura esterna di circa 20 gradi e quella dell’acqua decisamente più bassa è più vicino alla demenza senile che all’incoscienza giovanile però ci ha divertito un sacco e la prova è il sorriso stampato sui nostri volti.

Se però Marco, Mario e Paolo sono animali acquatici perché amano il mare e appena vedono una pozza d’acqua ci si tufferebbero dentro io faccio un po’ più di fatica; per questo motivo ho dovuto fare una corsa per entrare in acqua altrimenti sarei rimasto a riva.

Come nel film gli astronauti più giovani prendevano in giro gli “space cowboys” sicuramente anche la compagnia di ragazzi distesi sulla sabbia a poca distanza dal nostro gruppo avrà riso di quei quattro vecchietti in mare; poi però, forse un po’ per non essere da meno o per raccogliere la sfida, si sono buttati anche loro.

E lì è venuta fuori la loro incoscienza giovanile; uno infatti si è tuffato con la felpa e un paio di pantaloncini da basket. Noi, tronfi della nostra bravata e coperti dai nostri asciugamani gentilmente porti dalle nostre rispettive compagne, ridevamo della sua demenza mentre le nostre ragazze lo guardavano sbigottite.

Per noi però Pasquetta, da almeno vent’anni, significa trovarsi in spiaggia, sedersi a mangiare e bere in allegra compagnia e combinare stupidaggini di vario genere, prima o dopo pranzo.

Una volta si giocava tutti a calcio in spiaggia e si poteva assistere a scene di una comicità altissima, perché per alcuni la confidenza con quello sport era parificabile al curling ma soprattutto perché il tasso alcolico delle partite post-prandiane era da ritiro patente.

Crescendo siamo diventati più coscienziosi, cioè più timorosi di rompersi qualche osso in contrasto mantenendo però lo stesso tasso alcolico; abbiamo allora coinvolto anche la prole nelle nostre partite e quindi il ritmo è rallentato un po’ per non “far male ai bambini”.

Il bagno di Pasquetta però era quasi un rituale, se le condizioni meteo lo permettevano, e siamo fieri di aver tramandato questa tradizione anche ai nostri figli che fino a quando erano al nostro seguito si aggregavano in mare.

Il tutto sotto lo sguardo vigile delle mogli/mamme, sempre pronte a mille raccomandazioni per i più piccoli e rimproveri per i più grandi, anche se si distingueva a fatica l’età dei bagnanti.

Anche quest’anno a Pasquetta si è consumato questo rito pagano che continua a tenere unita una tribù sempre numerosa e rumorosamente festante.

Per chi no ci credesse, questa è la prova che siamo andati veramente in acqua!

Alla prossima.

Diving on ice
Into the water