FUNSide | Books: Frank Zappa, l’autobiografia.

Ciao a tutti.

La scorsa settimana è stata un po’ intensa per via del lavoro che mi ha occupato anche oltre l’orario normale e oltre l’ufficio e quindi ho avuto poco tempo per scrivere. Ogni tanto qualche picco lavorativo è ammissibile ma mi sa che anche questa e la prossima settimana ci saranno picchi come nella catena degli ottomila…

Oggi però mi sono ritagliato un po’ di tempo e dopo la foto del WP Weekly Photo Challenge mi posso dedicare a recensire l’ultimo libro letto:

Frank Zappa: L’autobiografia

Quando mi è capitato tra le mani qualche giorno fa me lo sono accaparrato immediatamente perché ero curioso di sentire la sua versione della sua vita anche se il volume è un po’ datato in quanto scritto nel 1988, cinque anni prima della sua morte avvenuta purtroppo per i suoi fan prematuramente nel 1993.

Quando cercavo qualcosa di “ufficiale” su di lui questo volume non era ancora uscito e mi ero un po’ arreso; poi quando ho abbandonato le ricerche il libro è uscito ma non mi sono più preoccupato di cercarlo.

Ho conosciuto musicalmente per la prima volta Zappa nel 1982 a Bologna in un concerto tenuto all’interno del Music Show, una fiera di strumenti musicali. Il concerto usciva per promuovere il disco appena uscito, “Ship’s arriving too late to save a drowning witch”. Faceva parte della band anche un giovanissimo Steve Vai, assunto prima come trascrittore degli assoli di chitarra di Frank e poi come membro della band come suonatore di “Stunt Guitar”.

Da quel concerto cominciai ad ascoltare anche i primi dischi di Frank Zappa quando suonava con le “Mothers Of Invention” (un disco su tutti “One size fits all”) fino ad arrivare all’ultimo “The Yellow Shark Ensemble”.

Il libro più che la storia della sua vita è un monologo dettato al suo co-autore, Peter Occhiogrosso; un monologo dove lui ha una parola “buona” per tutto e per tutti.

Ho considerato Frank Zappa un genio (ma non solo io, credo molti altri siano d’accordo con me) è leggendo la sua storia confermo il mio parere. Il modo in cui lui parla ti da l’impressione di essere seduto al bar o a tavola con una persona con la quale hai una certa confidenza e che sta chiacchierando con te su qualsiasi argomento passi per la testa di entrambe, in tranquillità.

Non c’è una trama o un collegamento tra i vari capitoli ma secondo me è proprio questo la cosa più interessante del libro.

Il suo umorismo poi è particolare, sottile, tagliente e tagliente come particolari erano i suoi testi e le sue composizioni.

Manca al panorama musicale mondiale un artista come lui proprio perché totalmente estraneo da qualsiasi schema, corrente o moda musicale.

Un libri da leggere, una musica da ascoltare.

Alla prossima

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