PROSide: Visible Planning, prove di Social Enterprise

Ciao a tutti.

Dopo il corso di Social Enterprise di quest’estate tenuto dai ragazzi di Sharazad abbiamo deciso di provare a mettere in pratica i loro  insegnamenti e così ci siamo cimentati nella realizzazione di un progetto utilizzando la tecnica del Visible Planning.

Vi spiego velocemente in cosa consiste: in uno o più fogli attaccati alla parete di un ufficio e suddivisi da colonne indicanti le settimane lavorative necessarie si definiscono le attività necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo e si posizionano sotto la settimana entro la quale dovranno essere concluse assegnandole ad una persona come responsabile. Questa persona può chiedere la collaborazione di uno o più membri del gruppo ma alla discussione per la verifica delle attività solo il responsabile può dichiarare se il “compito” è stato svolto e in caso contrario dichiarare il motivo della mancata effettuazione e la data successiva di conclusione. Le attività poi possono essere spiegate attraverso grafici o altri documenti che vengono anch’essi appiccicati al muro; tutto questo affinché tutti  abbiano ben chiaro cosa si sta facendo ma soprattutto l’obiettivo finale. Qui sotto potrete trovare alcune immagini di quanto sopra descritto.

Il gruppo di lavoro capeggiato da Sara e composto inizialmente da Alessandra, Jennifer, Luciano, Matteo ed il sottoscritto si era prefissato un obiettivo di carattere operativo ma con un notevole impatto organizzativo.

In questo post non mi interessa tanto spiegare il contenuto del progetto perché secondo ha un importanza inferiore rispetto a quanto ottenuto in termini organizzativi e relazionali e quindi preferisco raccontarvi cosa è successo.

All’inizio è stato difficile assumersi delle responsabilità in modo così esplicito di fronte agli altri colleghi e dover eventualmente poi giustificare, anzi motivare gli eventuali ritardi ma lungo il percorso abbiamo imparato a gestirci, assegnarci di comune accordo compiti ma soprattutto agire in maniera “trasparente” e collaborativa.

Devo dire che a distanza di tre mesi dall’inizio del progetto posso dichiarare che oltre ad essere abbastanza vicini al raggiungimento dell’obiettivo prefissato è importante sottolineare che in questo periodo ho visto cambiare l’approccio al problema (da solitario a collaborativo) e le relazioni tra i colleghi . All’inizio abbiamo avuto non poche difficoltà sia a confrontarci che a gestire questa nuova situazione ma con il passare delle settimane il gruppo si è progressivamente amalgamato e “come da libretta” (modo di dire veneziano che significa “come da manuale”) abbiamo inserito nel gruppo le persone ritenute utili alla causa che anche se un po’ diffidenti all’inizio poi si sono ben inserite nel gruppo di lavoro, pur mantenendo le loro “peculiarità”.

Ovviamente non sono mancate le critiche dall’esterno del gruppo ma all’interno all’azienda ma noi abbiamo adottato il passo di Dante Alighieri “…non ti curar, ma guarda e passa…” e proseguito per la nostra strada perché convinti che fosse quella giusta.

La strada è comunque ancora lunga e abbiamo molto probabilmente bisogno di un “ripasso” da parte di Nicola e Stefano, (i  nostri “tutor”) ma credo che la strada per chi sta partecipando a questa esperienza sia positivamente segnata per il futuro.

Alla prossima.

2 pensieri su “PROSide: Visible Planning, prove di Social Enterprise

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