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Il mio BS&C

Aggiornamenti – Ipse Dixit: Non essere. . .

Ciao a tutti.

Non vorrei sembrarvi “mistico” ma dopo aver letto questo post del mio “follower” (e viceversa) Lino Althaner ho deciso di “rebloggarlo” dopo averlo tradotto. Sono poche frasi ma importanti perchè in questo momento ci invitano a riflettere su cosa dovremmo essere (anzi, a NON essere).

Grazie Lino e … meditate gente, meditate…

Non essere
ciò che i politici vogliono che noi siamo:
cifre necessarie per ottenere il numero di voti da manipolare di cui hanno bisogno

Non essere
quello che istituzioni religiose e non, religioni o spiritualità ci chiedono di essere:
  schiavi di dogma che Dio aveva incatenato

Non essere
quello che crediamo di essere mentre dormiamo e sognamo

Per essere quello che siamo veramente prima di tutto dobbiamo
SVEGLIARCI

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PROSide

PROSIde: L’ultima battuta

Ciao a tutti.

Nel 1988 uscì un film con Tom Hanks e Sally Field intitolato “L’ultima battuta” dove il film si concluse in maniera inaspettata per una commedia.

Ieri sera, quando il Presidente del consiglio Monti ha detto alla Ministro Fornero ancora commossa “…Commuoviti ma correggimi…” si è consumata l’ultima battuta di un’altra commedia tanto attesa dal pubblico intitolata “Aspettando la legge finanziaria”.

Oltre al protagonista principale (Mario Monti) si è distinto in un ruolo non protagonista ma altrettanto importante Giorgio Napolitano. Interessanti i cameo di Alfano, Bersani e Casini ma quello che più conta è la trama del film che assicurerà un sequel con una caterva di comparse “involontarie”… i contribuenti!

A parte gli scherzi vorrei fare alcune considerazioni: non ci si poteva aspettare una legge “all’acqua di rose” altrimenti non serviva chiamare il Professor Monti; un governo così “anonimo” non poteva varare che riforme “impopolari” e per ultima la “consolazione” per la casta che queste misure sono state varate da un governo tecnico in modo da salvaguardare i politici dalle ire dei contribuenti che saranno – come al solito – i più vessati.

E’ anche giusto dire però qualcosa a difesa del governo: è riuscito a far trapelare poco o nulla di quanto concertato evitando speculazioni giornalistiche, ha cercato di non strizzare troppo l’occhio al parlamento che doveva votare questa legge e di non strizzare troppo le “parti basse” dei “soliti” contribuenti.

Tutto è migliorabile, anche questa legge; spero vivamente ora che il governo, superato lo scoglio più pericoloso, si preoccupi di fare le altre cose che i governi precedenti non hanno fatto (riforma elettorale o riduzione dei parlamentari per esempio) per quel senso di equità espresso nelle dichiarazioni del Primo Ministro.

Mi hanno insegnato che un accordo equo scontenta tutti, chi più chi meno; credo che il governo in questo caso sia riuscito perfettamente nell’intento viste anche le prime pagine di tutti i quotidiani: addirittura “Il sole 24 Ore” è uscito in edizione straordinaria…

Sono anche fermamente convinto che il cammino intrapreso sia inevitabilmente difficile ma ci riporterà in una posizione migliore di quella attuale; non intenso distesa in quanto morti ma più “stabilmente” eretta. Ad onor del vero c’è da dire anche che forse abbiamo vissuto in questi anni molto al di sopra delle nostre possibilità pagandone ora le conseguenze; se adesso vogliamo però assicurare un futuro (sul colore più o meno roseo decidete voi) ai nostri figli credo sia il momento di rimboccarci le maniche.

Voi cosa ne pensate?

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PROSide: Resa dei conti o resa di Monti?

Dopo 1283 giorni la domanda che molti come me si stanno facendo è:

Siamo arrivati all’ennesima stazione della “via crucis” nazionale o stiamo finalmente intravedendo la luce alla fine del tunnel (ancora molto lungo però)?

Perchè 1283 giorni? E’ la durata del governo Berlusconi IV, secondo in assoluto dalla proclamazione della Repubblica, dietro solo al Berlusconi II  (1409) e davanti al Craxi I (1058).

La prima riflessione è legata al fatto che fra i tre governi più lunghi della storia repubblicana italiana due siano di centrodestra: come mai, visto che l’Italia è uscita malconcia da un “ventennio” di destra (con in mezzo un conflitto bellico mondiale) e un “quarantennio” di centro? Per trovare un governo di centrosinistra si deve arrivare alla quarta e sesta posizione con i governi Prodi I e II (rispettivamente 887 e 721 giorni).

La seconda riflessione, legata alla inversa proporzionalità dei risultati rispetto alla loro durata, dimostra come nel centrodestra – malgrado tutto – ci sia maggior coesione tra i vari componenti della maggioranza rispetto al centrosinistra e quindi apparentemente maggior affidabilità dei primi rispetto ai secondi verso gli elettori.

Mai come questa volta però siamo ad un cambio di rotta realmente “epocale”: un governo senza politici al suo interno, fatto talmente eccezionale che ha scoperto in Parlamento l’esubero di parlamentari rispetto ai posti disponibili (6 per la precisione, !?!)

A questo punto, tralasciando le considerazioni o i giudizi sui governi precedenti, cercando di essere obiettivi e tornando alla domanda iniziale secondo me le risposte possibili sono due:

  1. Siamo all’ennesima “stazione” della via crucis: significa che nulla è cambiato e quindi anche se non ci sono politici il programma di governo per risolvere la crisi Italiana si concentrerà sul “presente” preoccupandosi esclusivamente di fare “cassa” attraverso entrate “certe” (alzando la tassazione, aumentando l’età pensionabile, condoni fiscali…) senza guardare al “futuro” e quindi senza speranza per la nazione.
  2. Stiamo vedendo la fine del tunnel: significa che il programma di governo punta a rimettere in moto il paese concertando la ripresa con gli imprenditori e le parti sociali aprendo alcuni mercati un po’ “protezionisti” (alcune associazioni di categoria “importanti”) ma soprattutto dare il buon esempio intervenendo sulla politica (magari con la riforma elettorale) e i suoi costi (magari riducendo il numero dei parlamentari

Il governo Monti quindi sarà quello della “resa dei conti” nel senso positivo e cioè che con tutti i sacrifici del caso raggiungeremo gli obiettivi prefissati oppure alla fine ci sarà la “resa di Monti” perchè non riuscirà ad attuare il suo programma e quindi si andrà alle urne anticipatamente?

La fiducia “plebiscitaria” fa ben sperare e quindi non ci rimane che attendere, ben sapendo che comunque dovremo sobbarcarci ancora sacrifici; la speranza è che questi sacrifici siano proporzionali alle possibilità di ognuno.

Voi cosa ne pensate?