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Collezione autunno-inverno 2017 – Ecco l’ultimo portfolio Instagram dell’anno

Ciao a tutti.

Come tutti gli stilisti anch’io presento la mia collezione autunno-inverno 2017 di Instagram. In controtendenza con il mondo della moda però la mia collezione non è in anticipo rispetto alla stagione di riferimento ma in contemporanea.

Le foto infatti si riferiscono al periodo che va da Novembre a Dicembre.

Potete trovarle a questo link oppure nella sezione “Portfolio” di “The Other Side”.

Per gli instagrammer, sul mio profilo @levysoro.

Spesso, prima di scattare una foto, quando trovavo un soggetto interessante cercavo di trovare un collegamento con titoli di dischi, film oppure modi di dire.

Non so se mi sono divertito di più a scattare o a scrivere le didascalie; spero comunque che a voi piacciano come sono piaciute a chi ha messo il suo “Like”.

Finito di guardare al 2017, preparatevi al 2018: chissà cosa vi aspetterà.

Buona visione, buon anno e alla prossima, of course (Di corsa!)

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Pubblicata la versione autunnale del portfolio di Instagram

Ciao a tutti.

Con discreta puntualità esce la quinta edizione del portfolio di Instagram, la mia raccolta di fotografie scattate con lo smartphone durante il periodo Settembre-Ottobre.

Una sessione autunnale, anche se i colori e le temperature sono state ancora estive.

Ci sono due immagini che richiedono una spiegazione:

  • Prove tecniche di social enterprise non l’ho scattata io ma assieme ad altri tre colleghi è stata scelta da Internet perché stavamo facendo un gioco durante il blogger day che al quale ho partecipato in Valtellina, ampiamente descritto in questo post.
  • Homeless è una foto scattata a Milano che ha generato un commento negativo da parte di un visitatore del mio profilo Instagram; quel commento mi ha fatto riflettere a tal punto da scriverci questo post.

Le altre sono ordinarie foto di terra, cielo e mare.

Mi fa piacere però che tra le persone che mettono i loro “like” ci siano anche dei fotografi professionisti perché significa che apprezzano gli scatti.

Chissà, da grande magari diventerò come loro.

Buona visione, alla prossima.

 

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Salire sul Monte Grappa, sulle tracce di mio padre – 2

Ciao a tutti.

Dopo l’ultimo post ci eravamo lasciati con la partenza della mia impresa alpinistica verso il Monte Grappa, remake di quella paterna di tantissimi anni fa.

Di buon mattino io e Claudio abbiamo raggiunto Eddy a casa sua, campo base per la partenza della spedizione.

Appena arrivati ci siamo trovati di fronte a un intoppo di carattere tecnico, brillantemente risolto dal capo spedizione Eddy: le scarpe da montagna di Claudio erano un po’ approssimative e allora Eddy glie ne ha fornito subito un paio di sue, fortunatamente coincidenti come misura.

Risolto il problema, ci siamo caricati con un caffè nero e caldo e abbiamo raggiunto in auto la partenza del sentiero che ci avrebbe portato sulla cime del Monte Grappa.

Le condizioni meteo erano ideali: temperatura fresca, aria frizzante e sole pronto a scaldarci ogni volta che fosse riuscito a superare la coltre degli alberi.

Eddy aveva scelto un percorso di media difficoltà, sapendo che io e Claudio siamo allenati in qualità di runner; il sentiero si inerpicava senza troppa pendenza dentro la fitta vegetazione e così noi avevamo anche la possibilità di scambiare due parole durante la salita.

Ogni tanto ci fermavamo per permettermi di fare qualche foto e bere un po’ d’acqua anche perché Eddy, oltre a farci da guida, faceva anche da Cicerone raccontandoci le varie storie di guerra collegate ai posti che attraversavamo e quindi anche lui doveva riprendere fiato.

Durante la camminata abbiamo incrociato sia trail bikers e runners, ciclisti e podisti da sentiero perché la zona si presta molto a quel tipo di attività sportiva. Noi ci spostavamo e ammiravamo la loro agilità, in bici come a piedi, nel correre su spazi così stretti in modo così veloce.

A un certo punto Eddy ci ha tenuto in suspence perché ha detto che oltre una siepe naturale ci avrebbe fatto vedere una delle cose che determinavano l’importanza di quel monte per i soldati italiani durante la guerra: io e Claudio eravamo un po’ curiosi perché non sapevamo cosa aspettarci; quando siamo arrivati ci siamo trovati di fronte a una vista mozzafiato.

Oltre alla magnificenza del panorama io e Claudio non capivamo cosa ci fosse così importante e allora Eddy ci ha spiegato che se gli austro-ungarici, forti della vittoria a Caporetto, avessero sfondato anche la linea difensiva dove ci trovavamo noi avrebbero potuto “vedere” Venezia, nel senso letterale e militare del termine; questo avrebbe dato loro maggior sprone per avanzare giù fino a valle.

I soldati italiani ne erano consapevoli e per questo difesero strenuamente le loro posizioni respingendo l’esercito nemico nella prima battaglia del Monte Grappa, per poi combattere nuovamente in altre due occasioni, le famose battaglie denominate “difensiva” e “offensiva“.

Dopo la parentesi storiografica di Eddy la spedizione è ripartita fino a raggiungere senza sosta la sommità del Monte Grappa, per mia somma gioia e soddisfazione. Dopo il meritato rifocillamento a base di panino, birra e dolce siamo andati a visitare il sacrario militare e quando sono arrivato in cima alla gradinata i miei occhi arrossati e i pensieri sono andati ancora più in alto di dove mi trovavo per salutare mio papà e dirgli che avevo finalmente ripercorso le sue tracce, come volevo fare dopo aver ascoltato il suo racconto.

Mi sono sentito un po’ più vicino a lui, dopo tantissimo tempo.

Un momento molto intenso e particolare di una giornata altrettanto intensa per tutte le sensazioni provate: fatica, gioia, commozione, serenità, tranquillità.

Ho lasciato qualche scatto a ricordo di questa giornata particolare per la quale voglio ringraziare dal cuore i miei due compagni di ventura, Eddy e Claudio.

Alla prossima.