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Da “Palombella Rossa” al blog passando per Linkedin: le parole sono importanti!

Ciao a tutti.

È stato pubblicato oggi sul blog dello store Teamsystem il mio post dal titolo (con link):

Le parole sono importanti quindi bada a come scrivi (sul web)!

Sicuramente vi verrà in mente la scena del film “Palombella Rossa” di Nanni Moretti e la scena in cui lui schiaffeggia la giornalista che lo sta intervistando proprio perché si ritiene offeso dal linguaggio pieno di modi di dire e luoghi comuni dell’intervistatrice.

In realtà avevo già citato questa film in un lontanissimo post dove riportavo tre categorie di “strafalcioni” verbali:

  • Clichè: storpiature dei modi di dire
  • Neologismi: anglicismi o nuove parole coniate in lingua italiana
  • Ipse Dixit: storpiature dei proverbi

L’anno scorso poi ho avuto la fortuna di partecipare a un corso dal titolo “Le parole sono importanti” sulla scrittura in azienda, organizzato da “La grande differenza”, una società che si occupa di formazione e ha come motto (o claim) “Formarsi per agire”.

Durante la lezione Alessandro Zaltron, il docente e autore del libro che intitola il corso, ha riportato tra gli altri esempi di mala-comunicazione alcuni riconducibili alle mie categorie e mi ha fatto piacere scoprire un difensore della lingua.

Quando ho potuto parlare con lui e gli ho raccontato del mio post abbiamo riso, condividendo l’ilarità che scatenano queste situazioni purtroppo molto frequenti.

Buona lettura e alla prossima.

 

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PROSide: Pensiero Agile e Snello

Più agile e snello di così…

Ciao a tutti.

Citando un genio musicale che prende il nome di Enzo Jannacci e parafrasando una sua famosa canzone “Quelli che…” nell’attesa di incontrare domani “quelli che … ci fanno il corso” per la quarta lezione in Metodo vi voglio parlare della lezione di venerdì scorso tenuta da Andrea De Muri, un “Agente” del “Lean Thinking“, il “pensiero snello”.

Andrea ci ha raccontato in maniera molto semplice come il mondo del lavoro stia cambiando la sua posizione nei confronti del mercato passando da un atteggiamento “impositivo” dove l’azienda quasi imponeva alla clientela delle scelte obbligate ad uno “ricettivo” dove l’ascolto delle esigenze del mercato impongano una velocità di risposta elevatissima per non perdere clienti.

Prendendo come riferimento il mercato dell’automobile abbiamo visto quindi come il modello Ford, monopolista e monotematico (ma funzionante in modo eccellente per il periodo storico nel quale si colloca)sia stato soppiantato dapprima dal modello General Motors, con una maggior varietà di proposte e poi dal modello Toyota, molto più rispondente alle necessità del mercato ma soprattutto orientato all’ottimizzazione massima delle risorse e ad una riduzione drastica degli sprechi.

Le “parole magiche” di questa lezione per me sono state

“standard” & “miglioramento continuo” 

Per aiutarci meglio a comprendere queste due parole sono stati eseguiti alcuni esercizi che tra qualche risata, lanci sbagliati e anche qualche discussione hanno evidenziato come sia difficile definire strategie, concertare una soluzione comune in breve tempo e cercare di migliorarsi dopo aver raggiunto dei risultati che a prima vista possono sembrare accettabili ma dopo un’analisi più attenta risultano insufficienti.

La nota positiva per quanto mi riguarda è la definizione del mio aeroplanino di carta come “standard” di riferimento aziendale, riconoscimento per il quale sono stato immediatamente nominato formatore per la costruzione in serie degli aeroplanini.

Citando questa volta la mia collega Cristina abbiamo realizzato dei “Pensieri fatti a mano” ma con la carta al posto della lana

Per questo motivo è stato richiesto da parte sua un “tutorial” su come costruire un aereo di carta che prossimamente pubblicherò.

Ma adesso vi saluto e vado a letto perchè domani c’è scuola…

Alla prossima